

VITERBO – C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega i figli illustri di questa terra alla loro casa, quel richiamo profondo che, prima o poi, li riconduce esattamente là tutto è cominciato. Viterbo abbraccia il suo sindaco, e lo fa nel modo più solenne e definitivo: la memoria di Luigi Petroselli torna finalmente a casa, tra le mura di quel Palazzo dei Priori che ha visto muovere i primi passi della sua straordinaria parabola umana e politica.
Il prossimo 30 settembre, alle ore 17, il Museo dei Portici di piazza del Plebiscito farà da cornice a un appuntamento che profuma di storia e di giustizia sentimentale: il convegno dal titolo “Luigi Petroselli. Le cose fondamentali. Viterbo, dove nasce una storia politica”. Un momento di riflessione collettiva per riscoprire l’eredità di un gigante della Repubblica e della democrazia, del viterbese che seppe conquistare Roma diventandone uno dei sindaci più amati, illuminati e vicini agli ultimi.
Nato, cresciuto e formato tra i banchi del liceo classico cittadino e le lotte sociali del territorio, Petroselli non ha mai reciso il cordone ombelicale con la sua Viterbo. E oggi, a suggellare questo legame eterno, al termine del convegno si terrà lo scoprimento delle targhe dedicate alla sua memoria, suggellando l’intitolazione ufficiale del Museo dei Portici.
Un abbraccio ideale della città che sa di riscatto e di orgoglio. Perché ci sono figure le cui radici affondano così in profondità nella terra viterbese da continuare a indicare la strada, ricordandoci che la politica, quella vera, è servizio, visione e amore incondizionato per la propria comunità.


















