Viterbo può riscoprire l'acqua calda
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Su Viterbo-Terme le chiacchiere ora stanno a zero. Con il voto bipartisan di oggi in commissione alla Pisana si è dato il via libera al testo che permetterà nelle prossime settimane (salvo colpi di scena in consiglio regionale) di mettere a gara l'impianto delle ex-Terme Inps [...]
ex-Terme Inps

Su Viterbo-Terme le chiacchiere ora stanno a zero. Con il voto bipartisan di oggi in commissione alla Pisana si è dato il via libera al testo che permetterà nelle prossime settimane (salvo colpi di scena in consiglio regionale) di mettere a gara l’impianto delle ex-Terme Inps. Il fatto, insieme alla scadenza della concessione alle Terme dei Papi prorogata al 31 marzo, mette nei piedi dell’amministrazione Michelini una palla-gol di quelle che non si possono sbagliare.

Sul campo infatti c’è un pallone importantissimo per il futuro di Viterbo: quello della vocazione turistico termale della città. L’amministrazione Michelini dovrà decidere come gestire il grande tesoro di acqua termale di cui dispone. Un bacino che vale tantissimo, più di quanto si possa immaginare. Le falde nostrane mettono a disposizione circa 80/100 litri al secondo di acque termali, molti di più dei 13 con i quali, ad esempio, Chianciano Terme ha costruito la sua fortuna. Insomma Viterbo dispone di una marea di acqua che potrebbe far convivere strutture di eccellenza e strutture popolari. Terme libere e altre in concessione. Impianti per cure termali ed altri per il puro svago.

Dati alla mano dunque il termalismo è un settore dal quale Viterbo potrebbe ricavare centinaia di posti di lavoro (il solo stabilimento delle ex-Terme Inps infatti si stima che possa impiegare circa un centinaio di addetti) e con il quale potrebbero essere attirati, con una dovuta comunicazione e programmazione e non con improvvisati grandi eventi, migliaia di turisti ogni anno. Per questo motivo l’assist fatto oggi dalla Regione e l’imminente scadenza della concessione alle Terme dei Papi (con cui c’è un contenzioso al Tar sulla quantità di acqua utilizzata dalla struttura) mettono nei piedi della giunta Michelini una palla-gol che non si può sbagliare.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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