Viterbo può rinascere davvero grazie ai fondi del PNRR
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EDITORIALE - Dopo decenni di ristagno, di ripiegamento su se stesso, il capoluogo della Tuscia sta vivendo una stagione d'oro. Bisogna essere ciechi, in malafede e anche terribilmente stupidi per non rendersene conto o negarlo. 

EDITORIALE – Grazie al PNRR anche Viterbo ha la sua occasione di rinascere e crescere. Dopo decenni di ristagno, di ripiegamento su se stesso, il capoluogo della Tuscia sta vivendo una stagione d’oro. Bisogna essere ciechi, in malafede e anche terribilmente stupidi per non rendersene conto o negarlo. 

In questi mesi abbiamo ascoltato critiche sterili sulle ciclabili, sui molti lavori di riqualificazione della città. Come giornale abbiamo sempre difeso queste innovazioni e continueremo a farlo perché un giornale dovrebbe servire da detonatore dell’ignoranza, del provincialismo esacerbato da questioni personali e da quei pensieri negativi che bloccano crescita, sviluppo, libertà e felicità. In queste ore la conferenza stampa della Asl di Viterbo, a cui hanno presenziato i due consiglieri di maggioranza in Regione (Sabatini e Zelli di Fratelli d’Italia), ha raccontato in maniera netta cosa sta accadendo grazie ai fondi PNRR. 

Siamo dentro una svolta epocale. Lo hanno anche detto Sabatini e Zelli, avendo piena ragione. 341 milioni di euro investiti sul sistema sanitario viterbese diventeranno ospedali più accoglienti, tecnologie più avanzate, più personale medico e di servizio. Sì, è una rivoluzione. Una rivoluzione per la gente, per i cittadini. 

Nel giro di qualche anno, il tempo di scaricare a terra i lavori, e avremo una sanità migliore ma anche una città migliore. Come è potentissimo il lavoro fatto dalla Regione del presidente Rocca per utilizzare bene i fondi a disposizione lo è quello portato avanti dall’amministrazione Frontini su Viterbo. Viterbo sta avendo e avrà più verde, più parcheggi, migliore viabilità, più spazi per iniziative ed eventi culturali. Sarà inoltre più bella: come non riconoscere il valore della “passeggiata intorno alle mura”, della riqualificazione di tante aree, etc? 

Il PNRR è l’occasione e la classe politica che rappresenta i viterbesi la sta cogliendo. Lo stanno facendo tutti quelli che attualmente si trovano nei posti di comando: da Fratelli d’Italia in Regione ai civici in Comune. E questi non sono tempi “da pettegolezzi”, da “robetta da comari”. Non sono tempi in cui spaccare il capello dell’erba alta o del sampietrino fuori posto. Sono tempi grandi, di cose grandi, dove il pensiero e il lavoro devono fluire sereni, senza la piccolezza degli avvistatori di pagliuzze. Perché quella piccolezza è la palude della mediocrità, alimentata da invidiosi e accidiosi, che non ha mai portato nessun risultato.

Tutti questi investimenti ci consegneranno una Viterbo con altre possibilità, che potremmo cogliere davvero solo superando la piccolezza. E chi rimarrà piccolo annegherà nelle sue stesse parole: sempre più vuote, sempre più inutili, sempre più isolate. 

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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