Viterbo, la città delle fontane pallide
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VITERBO – L’utilizzo di solventi acidi per la pulizia sta rovinando irreversibilmente la bellezza delle fontane del capoluogo. Abbiamo confrontato le foto della fontana di piazza della Rocca con una foto del 1980… ed il confronto è drammatico.

VITERBO – Viterbo, la città delle fontane pallide.

L’utilizzo di solventi acidi per la pulizia sta rovinando irreversibilmente la bellezza delle fontane del capoluogo. Abbiamo confrontato le foto della fontana di piazza della Rocca con una foto del 1980… ed il confronto è drammatico.

Una domanda però sorge spontanea: ma la Soprintendenza ai beni culturali cosa fa? Perché non interviene?

Altra domanda: perché non si chiedono i danni alle imprese che hanno eseguito i lavori?

Altra domanda: trattandosi di fontane storiche era corretto affidare i lavori a ditte private qualsiasi? O sarebbe stato più corretto affidarsi alle Belle Arti per il recupero?

Perché in questo caso allora, a pagare il danno, dovrebbero essere quegli amministratori e quei dirigenti comunali che hanno “toppato” nell’ affidamento dei lavori.

A nostro avviso, anche qui, ci sarebbe del lavoro per la Procura.

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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