Viterbo ha la sua area camper e si chiama 'La Biososta'. Un passo importante verso la città turistica
Foto sindaco Chiara Frontini a La Biososta
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VITERBO - All'inaugurazione anche il sindaco Chiara Frontini e la benedizione di don Emanuele Germani. Così la città dei papi diventa accogliente anche per i camperisti.

VITERBO – Il capoluogo della Tuscia ha la sua area camper e si chiama ‘La Biososta’. Un passo interessante verso l’orizzonte di una città turistica. Il “giro” dei camperisti infatti apre prospettive interessanti e avere un’area attrezzata dedicata contribuisce a stimolare la permanenza sul territorio, con ricadute economiche positive sull’indotto turistico.

Nei giorni scorsi l’inaugurazione, che ha visto presente anche il sindaco di Viterbo Chiara Frontini. La struttura, situata sulla Cassia Nord, sarà aperta tutto l’anno. Roberto Serafini e Serenella Lattanzi sono i due imprenditori che hanno deciso di scommettere sul successo dell’iniziativa. L’area camper è situata a ridosso della zona termale, a circa due chilometri dalle Terme dei Papi, a un chilometro e mezzo dal Bagnaccio e a un chilometro dalle Terme Oasi.

Nelle immediate vicinanze è presente un maneggio che ha attivato un servizio di escursioni nell’entroterra etrusco. A disposizione dei clienti troviamo trenta piazzole da 80 metriquadrati, tutte dotate di elettricità. Presenti anche i servizi classici: wc, docce, lavabi; più servizi lavanderia, zona barbecue, zona picnic, area giochi per i più piccoli e spazi per il lavaggio dei cani. L’area è inoltre videosorvegliata h24 e
coperta da servizio wi-fi ad accesso gratuito. Una particolare attenzione è stata dedicata all’abbattimento delle barriere architettoniche, rendendo possibile l’utilizzo ai disabili motori.

Attiva in loco l’azienda agricola ‘La Biososta’ che produce ortaggi e frutta di stagione in modo naturale, senza l’utilizzo di pesticidi e sostanze chimiche. L’area dista due chilometri dal centro di Viterbo e vicino alla fermata degli autobus. 

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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