
Al comune di Viterbo si discute il bilancio. Si litiga sui 16 mila emendamenti dell’opposizione, sulle tasse proposte dall’amministrazione Michelini, su Esattorie, su Francigena e il trasporto pubblico locale. Si litiga su tutto, ma si rimane lì a livello superficiale senza entrare troppo nel merito delle cose. Tra ipotetiche markette, soldi impegnati bene o male, consiglieri partiti per le ferie e chi più ne ha più ne metta, si è deragliati verso una discussione sterile tra maggioranza e opposizione.
Intanto la città langue, la crisi si mangia interi settori e, mentre l’Europa e gli altri paesi del G7 crescono, l’Italia (e così Viterbo) rimane fermi al palo. Sì, perché l’Italia, come riporta Wired.it, è l’unico dei grandi del mondo a non essersi minimamente ripresa dalla crisi. Cosa c’entra questo in un giornale che parla di Viterbo? C’entra. C’entra eccome perché come ci ha detto Il Sole 24 Ore Viterbo è il capoluogo di provincia che più di tutti gli altri in Italia (più-di-tutti-gli-altri-in-Italia) ha subito la crisi. Insomma siamo il fanalino di coda del Belpaese.
Non solo. Facendo due più due tra i dati de Il Sole 24 Ore e quelli di Wired, possiamo pure dire che siamo il fanalino di coda non solo del paese, ma del mondo sviluppato. Bel primato. Ma la colpa di chi è? Di Michelini? Di Marini? Di chicchessia? La Cgia di Mestre dice, ad esempio, che il cattivo funzionamento della Pubblica Amministrazione costa a ogni società in media 7mila euro all’anno. Ecco questo è un dato su cui si potrebbe iniziare a riflettere, anche a livello locale.
Vanno bene le discussioni e le polemiche sulle piccole questioni, ma sarebbe interessante capire quali sono le linee di sviluppo per la città. La giunta Michelini ci aveva inizialmente provato a tracciare delle linee durante la presentazione del documento economico, poi la discussione però è naufragata e il confronto con parte della minoranza si è trasformato in un faccia a faccia che ha il sapore di tutto tranne che di qualcosa di costruttivo.
Ps.
Sembra che l’accordo tra maggioranza e opposizione sia lontano e che quindi o si discutono tutti i 16mila emendamenti o si aspetta settembre nella speranza di trovare un accordo. Si tratta sulla base di tagli da fare, chiesti dall’opposizione, di circa 2 milioni di euro.


















