Crisi, Viterbo il capoluogo più colpito d'Italia: la crisi per immagini
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Viterbo peggio di Terni e Grosseto. Di Messina, Reggio Calabria e Nuoro. Peggio di Cagliari. Insomma Viterbo è messa peggio di tutte. La galleria con le foto che testimoniano la morte del centro storico.

Viterbo peggio di Terni e Grosseto. Di Messina, Reggio Calabria e Nuoro. Peggio di Cagliari. Di Bari. Di Lecce. Peggio anche di Latina (ma di poco), Rieti, Frosinone e Roma. Insomma Viterbo è messa peggio di tutte. Secondo la classifica stilata da Il Sole 24 Ore è il comune Capoluogo che ha risentito maggiormente della crisi in questi 7 anni. La classifica tiene conto di valori come la disoccupazione, i prestiti, il valore degli immobili, il numero di laureati, la spesa per i medicinali e la quantità di rifiuti prodotti.

Nei mesi scorsi con La Fune avevamo testimoniato, in parte, questa situazione con la serie di articoli Viterbo Spoon River (leggi) con i quali avevamo di fatto denunciato lo stato del centro storico viterbese che assomiglia sempre di più, purtroppo, a un mausoleo, tante sono le vetrine chiuse.

Ecco le foto più significative di questa galleria:

 

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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