
VITERBO – I flussi turistici sul capoluogo restano pressoché stabili, rispetto ai numeri buoni del 2023, per i primi sei mesi del 2024. Lo dicono i dati sugli incassi della tassa di soggiorno. La differenza tra quanto le casse di Palazzo dei Priori hanno incassato nel 2023 e quello riscosso nel 2024, per il periodo primo gennaio – 30 giugno, raccontano una flessione negativa di appena 6mila euro. Una riduzione troppo piccola per parlare di emergenza, di “città morta”, di “turisti zero”.
I numeri dicono che, dato per assodato l’ovvio che Viterbo non è ancora una città capace di costruire un solido sviluppo turistico, le cose non vanno male e soprattutto che non c’è un calo rispetto al passato. Rispetto al 2019 (pre Covid) i flussi turistici sono cresciuti e facendo il raffronto con il 2023 (anno in cui la tassa di soggiorno è arrivata a fare incassare al Comune mezzo milione di euro) nel 2024 non c’è nessun tracollo.
Piuttosto c’è da essere ottimisti per i mesi che verranno. L’autunno infatti è in genere un periodo buono per le strutture ricettive del capoluogo. E già in questi giorni di fine agosto è visibile per le vie del centro la presenza di gruppi di turisti e tanti individuali.
Come giornale abbiamo scelto di parlare di un tema così delicato per il presente e futuro della città, perché tocca direttamente investimenti e preziosi posti di lavoro, con il realismo dei numeri. Quindi non troverete su La Fune “titoloni” catastrofisti e una trattazione sommaria dell’argomento. Piuttosto ci stiamo attivando per accedere a quanti più dati possibile per raccontare ai nostri lettori, per rispetto della loro intelligenza, come stanno le cose. Le opinioni e le sensazioni infatti spesso rischiano di essere inquinate da interessi, partigianerie o altro e questo non farebbe bene alla città e ai viterbesi.

















