Viterbo chiama Bogotà, l'ambasciatore della Colombia in visita nella città dei papi
Foto ambasciatore Colombia a Viterbo
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VITERBO - "Portare Viterbo nel mondo è un obiettivo strategico di questa amministrazione. Aprire la città all’internazionalizzazione tanto da un punto di vista di relazioni economiche e commerciali che culturali e turistiche è imprescindibile per sviluppare il territorio". Queste le parole del sindaco Frontini.

VITERBO – Palazzo dei Priori chiama Bogotà. Nella giornata di domenica è arrivato in visita nel capoluogo della Tuscia l’ambasciatrice di Colombia Quessep Bitar. 

“Una giornata intensa che ha visto Viterbo protagonista da una nuova avventura di respiro internazionale – commenta il sindaco Chiara Frontini -.

L’ambasciatrice della Colombia in Italia è stata ospite della nostra città per tessere relazioni tra i due paesi: in Colombia esiste infatti una città di nome Viterbo in onore del Card. Ragonesi, e anche una città di nome Santa Rosa da Viterbo. Tante le connessioni che ci porteranno a creare scambi culturali, commerciali ed economici nei prossimi mesi”.

L’ambasciatrice Quessep Bitar ha visitato le terme, il centro storico, il borgo di Roccalvecce e infine il Santuario di Santa Rosa.

“Portare Viterbo nel mondo è un obiettivo strategico di questa amministrazione. Aprire la città all’internazionalizzazione tanto da un punto di vista di relazioni economiche e commerciali che culturali e turistiche è imprescindibile per sviluppare il territorio”. Queste le parole del sindaco Frontini.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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