Viterbo che fu \ ‘l primo decèmbre adè Sant’Anzano, ‘l due Santa Bibbiàna, 'l quattro...
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Con questa filastrocca viterbese vengono passate in rassegna le maggiori festività del mese di dicembre. Nel nuovo calendario liturgico alcuni santi però non sono più ricordati nei giorni indicati dalla filastrocca ma le loro ricorrenze sono state soppresse o spostate in altra data

‘L primo decèmbre adè Sant’Anzano, ‘l due Santa Bibbiàna, ‘l quattro Santa Bàrbera beata, ‘l sèe Sannicòla chi và pe’ la via, ‘l sette Sant’Ambròcio, l’otto la Cuncizzione de Maria, ‘l nove San Chéto chéto, ‘l dièce la Madonna de Lureto, ‘l dodece adè mejo ch’addeggiunàmo chi ‘l trédece adè Santa Lucia, ‘l vintuno San Tomàsso strilla e ‘l vintiquattro se magna l’anguilla (‘l vintuno San Tomasso canta, ‘l vinticinque la Nascita Santa), ‘l vintotto so’ ll’Innucintìne e so’ fenìte le feste e le quatrine e a la fine lesto lesto si ni vène San Silvestro.

Con questa filastrocca viterbese vengono passate in rassegna le maggiori festività del mese di dicembre. Nel nuovo calendario liturgico alcuni santi però non sono più ricordati nei giorni indicati dalla filastrocca ma le loro ricorrenze sono state soppresse o spostate in altra data. Tra i viterbesi più vecchi rimane il ricordo di un banditore che la sera del 9 dicembre, passando per le vie della città, avvertiva i viterbesi di prepararsi perché durante la notte ci sarebbe stato il “passaggio” della Casa della Madonna di Loreto trasportata dagli Angeli da Nazareth alla collina di Loreto e che il giorno dopo sarebbe stata festeggiata questa solennità. Per attirare l’attenzione camminava lentamente agitando una tavola sulla quale erano attaccate delle campanelle che suonavano a ritmo; per la sua andatura venne soprannominato “chéto chéto” da cui probabilmente “San Chéto Chéto”.

La rubrica è curata da Gianluca Braconcini

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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