Viterbo che fu\ Guarda ògge chi tempo fa, tutto l’anno cuntinuarà
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Chi questo "Stròlico": Guarda ògge chi tempo fa, tutto l’anno cuntinuarà? Ve lo spiega Gianluca Braconcini

Lo stròlico: Guarda ògge chi tempo fa, tutto l’anno cuntinuarà.

Il proverbio si riferisce alle previsioni sull’andamento del tempo per tutto l’anno che i contadini erano soliti fare una volta, a partire dal primo di gennaio. Questi particolari “segni” si traevano attraverso l’osservazione meteorologica dei primi ventiquattro giorni di gennaio. Il pronostico, chiamato “patta” o “ènice”, iniziava l’1 gennaio ed ogni giorno a seguire rappresentava un mese (1 = gennaio, 2 = febbraio,….12 = dicembre) arrivati al 12 si tornava indietro fino al 24 (13 = dicembre, 14 = novembre, …24 = gennaio).

La situazione meteorologica delle varie giornate dava la previsione e l’andamento per il mese corrispondente. Il 25 gennaio infine, festa della Conversione di San Paolo, detta dai contadini “San Paolo de le segne”, si avevano i “segni” completi per l’intero anno; una giornata di sole indicava un anno favorevole per i raccolti, il brutto tempo un anno negativo per la campagna. In altre regioni italiane questo pronostico viene fatto con dodici gusci di noci dentro i quali viene messo del sale e poi disposti in fila vengono tenuti fuori della finestra per tutta la notte del 24 gennaio. La mattina successiva si osserva in quali gusci il sale si è sciolto e in quali no…nei primi corrisponderà un mese asciutto mentre negli altri sarà piovoso.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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