

EDITORIALE – Ci sono storie che, per quanto corra il tempo, non smettono di parlare. E poi ci sono uomini che, pur avendo spiccato il volo verso orizzonti lontani, restano indissolubilmente legati alla pietra e all’anima della loro terra d’origine. Luigi Petroselli è questo: un figlio di Viterbo che, arrivato a Roma, ha saputo scrivere pagine di storia amministrativa che ancora oggi, a distanza di decenni, profumano di attualità e lungimiranza.
Nelle scorse settimane, sulle pagine del Domenicale de La Fune, avevamo ricordato Luigi Petroselli. Nella convinzione che un grande giorna serva anche a trasmettere l’eredità culturale alle nuove generazioni. Dopo qualche giorno avevamo sentito l’opportunità di lanciare una proposta nata dal cuore: dedicare il nuovo parco fuori Valle Faul a quel viterbese illustre che fu tra i sindaci più amati e rivoluzionari della Capitale. Anche perché Petroselli era di quella zona, di Pianoscarano. La burocrazia, con le sue regole e le sue mappe già disegnate, ci ha spiegato che quel parco aveva già un nome. Ma la politica, quando sa ascoltare e quando riconosce il valore di una memoria condivisa, sa trovare altre strade. E oggi quella strada si è aperta.
La notizia è ufficiale: la giunta comunale ha deliberato. Viterbo avrà uno spazio pubblico intitolato a Luigi Petroselli. Non un angolo qualunque, ma il cuore pulsante della casa dei viterbesi: il “Museo dei Portici”, al piano terra di Palazzo dei Priori.
A spiegarne il senso profondo è l’assessore all’Urbanistica, Emanuele Aronne, che nel suo commento fotografa perfettamente il valore dell’operazione: “Ci sono figure che, anche a distanza di decenni, continuano a indicare una strada. Luigi Petroselli è una di queste.
Viterbo, con questo atto, non si limita a intitolare un corridoio o una sala. Mette un sigillo su un modo di fare politica che sa guardare lontano, che lascia tracce indelebili. Perché, in fondo, onorare Petroselli significa proprio questo: ricordare a noi stessi che, se vogliamo costruire luoghi più vivibili e inclusivi, la direzione è ancora quella tracciata dal ragazzo partito da Viterbo per andare a cambiare il volto di Roma.
Nota della famiglia di Petroselli
La memoria di Luigi Petroselli è memoria della collettività, patrimonio della Città di Viterbo. Con commozione accogliamo la notizia della intitolazione del prestigioso Museo dei Portici – sezione distaccata del Museo Civico “Luigi Rossi Danielli” – a Luigi Petroselli, protagonista indiscusso della storia della Repubblica Italiana, ricordato come il sindaco più amato della Capitale per aver riacceso la fiducia delle
cittadine e dei cittadini nel futuro.
Tutt’altro che formale il nostro ringraziamento alla Sindaca Chiara Frontini, agli Assessori Alfonso Antoniozzi ed Emanuele Aronne, che hanno presentato la proposta, e all’intera Giunta per questo atto, approvato all’unanimità, che finalmente restituisce alla Città un pezzo fondamentale della sua memoria.
È di grande valore la scelta di legare il nome di Petroselli al Museo dei Portici, ospitato all’interno del Palazzo dei Priori, luogo che racconta secoli di storia e d’arte della Città e che costituisce il cuore della vita politica, culturale e amministrativa della comunità.
Proprio sui banchi della Sala d’Ercole il futuro sindaco di Roma, cresciuto nel popolare quartiere di Pianoscarano e formatosi culturalmente e politicamente nella Viterbo del dopoguerra, ha compiuto la sua prima esperienza di consigliere comunale, distinguendosi, già allora, per la lungimiranza della sua visione dello sviluppo della Città e del territorio. E dalla Sala Regia è partito, a soli 49 anni, per l’ultimo viaggio.
L’intitolazione del Museo dei Portici offre l’occasione per valorizzare la complessa figura di Luigi Petroselli e la sua eredità, come è anche nelle intenzioni della Sindaca e della Giunta, e per trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni, l’esempio di un’esistenza ispirata ai valori della libertà e della democrazia consacrati nella Costituzione e a un’idea alta della politica.
Politica che per Petroselli è stata impegno civile e morale, passione, studio, lavoro duro, servizio, rispetto e responsabilità verso la comunità.
L’omaggio del Comune di Viterbo testimonia quanto sia ancora profondo, a 45 anni dalla scomparsa, l’affetto verso uno dei figli più illustri di questa Città. Luigi era orgoglioso delle sue radici viterbesi. Nel nostro cuore vive il ricordo della sua gentilezza, della sua sensibilità non comune, della semplicità e dell’umiltà nel rapporto con gli altri. Del suo amore per la vita.
La famiglia di Luigi Petroselli
Museo dei portici intitolato a Petroselli, “un giusto riconoscimento a chi ha dato tanto agli artigiani e alla città. Siamo orgogliosi: è stato il primo segretario Cna”
“Sono felice e orgoglioso che un luogo simbolo della città venga intitolato a lui. Era un atto doveroso ma non scontato”. Il segretario Attilio Lupidi, a nome di tutta la Cna esprime soddisfazione per la delibera approvata dalla giunta, con la quale viene deciso di dare il nome di Luigi Petroselli al museo dei portici a palazzo dei Priori.
“Petroselli – dice Lupidi – è stato il sindaco più amato di Roma. Ma prima di indossare la fascia tricolore nella Capitale, nel 1956 era stato il primo segretario della Cna di Viterbo. E per i 70 anni dell’Associazione, a cui Petroselli ha dato vigore ai primi vagiti, non poteva esserci regalo più bello”.
Il legame tra Petroselli e la sua Viterbo è sempre stato forte, così quello tra lui e gli artigiani. Lo descrivono bene Adriano Calabrini e Danila Corbucci nel libro “Le lotte unitarie degli artigiani viterbesi – Da Corso Italia a via I Maggio”. Alla nascita della Cna di Viterbo, il consiglio direttivo decise di puntare su quel “giovane laureando in giurisprudenza”, corrispondente de L’Unità e Paese Sera, “che meglio rispondeva, per le sue qualità – si legge – al delicato compito” di segretario.
E Petroselli, come ricordato anche dal presidente Alessio Gismondi in occasione della festa dei 70 anni Cna, grazie a questa esperienza disse che “a Viterbo ho imparato le cose fondamentali della mia esistenza. Nella mia città gli artigiani e i cittadini mi hanno insegnato la vera politica: quella dell’uomo che studia la realtà e tende a trasformarla per renderla più giusta e più umana per tutti”.
“L’intitolazione del museo dei Portici a Petroselli – conclude Lupidi – è il giusto riconoscimento a una figura che ha dato tanto agli artigiani, alla città dei Papi e alla Capitale”.



















