Vita dura per "i ladri" nel Viterbese: la solidarietà tra cittadini sventa furti in appartamento e fa arrestare i malviventi
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Gli occhi di un vicino, semplicemente al balcone per fumare nel buio una sigaretta, possono rivelarsi un allarme formidabile. E sono sempre più le notizie raccontate nelle piazze e nei bar di ladri messi in fuga da persone comuni. 

EDITORIALE – C’è in corso una vera e propria ondata di furti nella Tuscia. Tanti i colpi messi a segno o tentati nelle ultime settimane, con alcune zone particolarmente calde come San Martino, Tobia, Tre Croci (nel Vetrallese) e lo stesso capoluogo. Non sempre chi subisce il furto nella propria abitazione denuncia, quindi il numero complessivo è più alto di quanto risulta alle autorità.

Sta di fatto che c’è un fatto nuovo. I cittadini, soprattutto quelli delle zone più colpite, si sono “attrezzati” e hanno messo in piedi una reazione che si sta verificando particolarmente efficace. Sono nati gruppi Whatsapp che tengono insieme, e permettono lo scambio di informazioni in tempo reale, anche a svariate centinaia di persone. Si tratta di occhi che controllano il territorio in simultanea e si comunicano “presenze sospette”, “anomalie”, “segnalano presenze” o atteggiamenti “strani”. Inoltre in molti hanno installato telecamere per controllare gli interni e i giardini delle proprie abitazioni. Moltissimi hanno attivato sistemi di allarme, spesso collegati anche con delle centrali operative di pronto intervento.

Ma soprattutto, in moltissimi casi, è scattata la solidarietà contro i ladri. Questo ha portato, nei giorni scorsi, a due fatti importanti. Il primo, registrato le  sera di giovedì, quando insospettiti dal rumore di un frullino dei cittadini hanno messo in fuga dei ladri che stavano tentando di aprire una cassaforte a casa dei vicini. Poi venerdì mattina sempre dei vicini hanno fatto arrestare due ladri in azione in via della Grotticella.

Ma questi sono solo i fatti che hanno fatto più rumore. Nei giorni scorsi è bastato che un uomo con il cappuccio sulla testa si aggirasse per Tre Croci per fare scattare l’allerta tra i cittadini all’interno di una chat con centinaia di iscritti, nata appositamente per “presidiare il paese”. Così qualcuno si è fatto coraggio ed è sceso in strada, scoprendo che si trattava di una persona col cappuccio per ripararsi dalla pioggia e non di un ladro.

Nessuna ronda, nessun fucile spianato. Controllo del territorio fatto anche dai cittadini, a difesa delle proprietà dirette e di quelle degli altri. Una mentalità che finisce per diventare un deterrente e scoraggiare i ladri. Gli arresti, resi possibili dalle azioni di “buon vicinato” infatti fanno rumore e finiranno per rendere sconveniente ai malviventi pensare di agire in determinati territori. Ci sono comunità che si stanno organizzando per rafforzare il controllo del territorio soprattutto presso le abitazioni dei più anziani, considerati i più fragili.

E gli occhi di un vicino, semplicemente al balcone per fumare nel buio una sigaretta, possono rivelarsi un allarme formidabile. E sono sempre più le notizie raccontate nelle piazze e nei bar di ladri messi in fuga da persone comuni.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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