Vita da disabile, Minchella a Michelini: "Usciamo dall'indifferenza, creiamo una città a misura di persona"
Minchella
800x120 (1)
La lettera arriva dopo l’articolo di ieri de La Fune sulle problematiche relative all’accessibilità del centro storico e quello della scorsa settimana più generico sulla necessità di portare al centro del dibattito anche i temi che riguardano i disabili motori viterbesi.

Minchella scrive a Michelini: usciamo dall’indifferenza e ascoltiamo Vita Autonoma. Gli articoli racchiusi nella rubrica Vita da disabile con la quale La Fune ha iniziato ad esplorare un mondo da molti ignorato hanno iniziato a smuovere qualcosa. La prima voce che si leva è quella della consigliera comunale del Partito Democratico Martina Minchella che ha scritto una lettera aperta al sindaco del Comune di Viterbo Leonardo Michelini. La lettera arriva dopo l’articolo di ieri sulle problematiche relative all’accessibilità del centro storico (lo trovate qui) e quello della scorsa settimana più generico sulla necessità di portare al centro del dibattito anche i temi che riguardano i disabili motori viterbesi (lo trovate qui).

“Ciò che conta – scrive – è la capacità di impegnarci sulla possibilità di rendere e di creare una città a misura di persona, in cui l’attenzione per il prossimo, in modo particolare per chi vive momenti di difficoltà sia il baricentro dell’attività amministrativa. Per fare questo occorre uscire dall’indifferenza e saper ascoltare, ascoltare chi le difficoltà le vive ogni giorno e può suggerire miglioramenti seppur piccoli, ma di estrema importanza. Allora Sindaco, e lo dico prima a me stessa, ripartiamo dal metodo, confrontiamoci nel merito, sediamo ad un tavolo con tutte quelle associazioni quando hanno qualcosa da dire per migliorare la nostra città, lasciamo il bicchiere mezzo vuoto da riempire insieme con chi decide di partecipare in modo costruttivo a fare la differenza per tutta la città”.

 

La lettera integrale

“In questi giorni ho letto della necessità per l’associazione Vita Autonoma di confrontarsi su temi di quotidiana importanza con la nostra amministrazione, ma ho letto anche della difficoltà nel poterlo fare e proprio in quel momento mi sono ancora una volta chiesta cosa fa la differenza tra l’essere un amministratore e un buon amministratore in un momento in cui le risorse sono poche e i bisogni delle persone più o meno complessi a cui rispondere sono il più stringente ordine del giorno a cui tutti dobbiamo far fronte.
Certamente i grandi progetti per la città, inevitabilmente le opere pubbliche, l’attenzione per l’ordinaria amministrazione, ma ciò che più conta è il rapporto con il cittadino, la capacità di intercettare le proposte che possono cambiare ciò che non funziona, di impegnarci sulla possibilità di rendere e di creare una città a misura di persona, in cui l’attenzione per il prossimo, in modo particolare per chi vive momenti di difficoltà sia il baricentro dell’attività amministrativa.
Per fare questo occorre uscire dall’indifferenza e saper ascoltare, ascoltare chi le difficoltà le vive ogni giorno e può suggerire miglioramenti seppur piccoli, ma di estrema importanza.
Allora Sindaco, e lo dico prima a me stessa, ripartiamo dal metodo, confrontiamoci nel merito, sediamo ad un tavolo con tutte quelle associazioni quando hanno qualcosa da dire per migliorare la nostra città, lasciamo il bicchiere mezzo vuoto da riempire insieme con chi decide di partecipare in modo costruttivo a fare la differenza per tutta la città.

Martina Minchella
consigliere comunale Partito Democratico

800 Monastero
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
domenicale post
aiac_banner_01
asvis 2
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Fune 300x300
lafune_300 x 600
POST FB 01
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
TdP_Inalazioni