Vita da disabile
Il tempo però corre e i ritardi sono già ingenti. Al raggiungimento dell’obiettivo hanno lavorato duramente anche il consigliere regionale Daniele Sabatini e recentemente il consigliere comunale di Viterbo Paolo Simoni.

Un anno e due mesi per dare risposta a poco più di 20 disabili. La Regione Lazio continua nella propria opera di totale disinteresse nei confronti del disagio di poliomelitici e distrofici, iniziato nel maggio 2016 con il taglio, in concerto con l’Asl di Viterbo, dell’assegno terapeutico grazie al quale gli allora 26 (qualcuno nel frattempo purtroppo è deceduto), si erano potuti costruire una famiglia.

Vita autonoma parla con il sindaco e spera in una soluzione rapida. Sono giorno di massima apprensione per i 25 disabili e i segnali lanciati dalla maggioranza, seppur positivi non fanno dormire sonni tranquilli.

Ad oggi la Regione ha chiesto ai Comuni se c’è un fabbisogno territoriale in merito al capitolo di spesa istituito. Il fabbisogno c’è, ed è noto da tempo e quindi la logica vorrebbe che la risposta sia sì.

Il fondo regionale è stato sbloccato e il Comune avviato l'iter amministrativo per il sostegno al reddito di persone che hanno partecipato a progetti di de-istituzionalizzazione.

Alessandra Troncarelli ha risposto a una interrogazione di Martina Minchella e Paolo Simoni. In attesa ci sono 25 persone che dal maggio scorso attendono di sapere se il loro assegno terapeutico, o un sostegno simile, verrà ripristinato.

La palla passerà ora ai Comuni, ai quali probabilmente i 25 disabili dovranno appellarsi. Disabili usciti da Villa Immacolata grazie a un programma di vita autonoma inaugurato negli anni 70 che ha fatto risparmiare montagne di soldi alle casse pubbliche.

È una questione di dignità per chi ha difficoltà motorie che deve fare i conti con una amministrazione disattenta e incapace di occuparsi di questo tipo di necessità. Nel mirino c’è anche il parcheggio che serve gli ascensori che partono da Valle Faul “che è senza stalli per disabili, uno scandalo”.

"Purtroppo – ha dichiarato – c’è stato un difetto di comunicazione e tra sabato pomeriggio e domenica l’accesso a Palazzo dei Priori dal lato dell’ascensore non è stato possibile. Mi scuso anche perché è un tema che sento molto”.

Lo scorso fine settimana lo smacco in faccia ad alcuni disabili che volevano recarsi a Palazzo dei Priori a visitare le mostre organizzate dall’amministrazione comunale e si sono trovati di fronte ad un paradosso di un Comune che lascia la porta chiusa e non permette l’accesso in ascensore

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