Vita Autonoma parla con il Sindaco: forse già oggi l'invio della documentazione alla Regione
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Vita autonoma parla con il sindaco e spera in una soluzione rapida. Sono giorno di massima apprensione per i 25 disabili e i segnali lanciati dalla maggioranza, seppur positivi non fanno dormire sonni tranquilli.

Vita Autonoma parla con il Sindaco e intravede una soluzione: oggi, lunedì 13 marzo, il Comune dovrebbe inviare la documentazione alla Regione. Sono giorni di massima apprensione per i 25 disabili e i segnali lanciati dalla maggioranza nelle ultime ore lasciano intravedere una soluzione al dramma che stanno vivendo dal maggio scorso quando è stato cancellato l’assegno terapeutico grazie al quale vivevano.

L’antefatto. La Regione ha scritto il 31 gennaio al comune di Viterbo per avere i nominativi delle persone che rispecchiano i requisiti per accedere al fondo stanziato nello scorso agosto. Da oltre un mese il Comune ha fatto poco o niente e così giovedì scorso alcuni dei 25 disabili di Vita Autonoma che rientrano in quelle caratteristiche, si sono recati in Consiglio comunale per sollecitare le azioni dell’amministrazione comunale.

Grazie all’impegno del consigliere Paolo Simoni i disabili sono riusciti a parlare con il sindaco Leonardo Michelini, che sembrava non sapere dell’esistenza del fondo. Michelini però ha preso tutta la documentazione e ha di fatto delegato Simoni a verificare che l’iter amministrativo vada in porto. Michelini ha anche invitato l’assessore Alessandra Troncarelli e il dirigente Alfredo Fioramanti a incontrare nuovamente i 25.

I tempi iniziano a stringere (la scadenza per la comunicazione è il 31 marzo), ma non ci dovrebbero essere problemi. Probabilmente già oggi il fascicolo potrebbe prendere la via della Regione Lazio. Da lì si aprirà la partita con gli uffici regionali e l’attesa sarà solo per lo sblocco definitivo delle risorse ottenute grazie al consigliere di opposizione Daniele Sabatini che dall’estate scorsa si batte per una soluzione.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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