Disabili, Sabatini: “Contento che Troncarelli abbia attivato l’iter amministrativo”
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Il fondo regionale è stato sbloccato e il Comune avviato l'iter amministrativo per il sostegno al reddito di persone che hanno partecipato a progetti di de-istituzionalizzazione.

Una luce in fondo al tunnel, sempre più forte. È quella che scorgono i 25 disabili dell’associazione Vita Autonoma che hanno fatto parte di un progetto di de-istituzionalizzazione a partire dagli anni 70 e che dal maggio scorso si trovano senza assegno terapeutico a causa della decisione di Regione e Asl di tagliarlo.

Ad agosto l’istituzione del fondo grazie all’impegno del consigliere regionale Daniele Sabatini a cui è seguito quello della maggioranza che ha fatto propria la proposta. Il fondo ora è sbloccato ed entro il 31 marzo la Regione vuole sapere dai Comuni quale sia il fabbisogno per sostegni al reddito di persone che hanno partecipato a questo tipo di progetti.

A Viterbo il progetto fu quello proposto da Vita Autonoma, l’associazione grazie alla quale un centinaio di giovani disabili al 100% uscì da Villa Immacolata iniziando un percorso di vita indipendente facendo risparmiare miliardi di lire alle casse pubbliche in cambio di un piccolo assegno terapeutico che gli ha permesso di sopravvivere in questi anni.

Daniele Sabatini nei giorni scorsi ha incontrato proprio Alessandra Troncarelli, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Viterbo, comune capofila del distretto sanitario, che “ha recepito positivamente l’iniziativa e si è dichiarata disponibili a verificare l’esistenza di questo fabbisongo e quindi si è attivata per avviare l’iter amministrativo. Ho apprezzato la sua disponibilità e sono contento che questa impostazione abbia raggiunto i territori – ha aggiunto il consigliere regionale – e che entro il 31 marzo questa procedura sarà impostata”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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