Disabili, Troncarelli: “Risponderemo alla Regione per tempo”
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Alessandra Troncarelli ha risposto a una interrogazione di Martina Minchella e Paolo Simoni. In attesa ci sono 25 persone che dal maggio scorso attendono di sapere se il loro assegno terapeutico, o un sostegno simile, verrà ripristinato.

Alessandra Troncarelli risponde ad una interrogazione in Consiglio comunale e rassicura sull’attivismo dell’amministrazione comunale. L’assessore alle politiche sociali del Comune di Viterbo ieri pomeriggio è stata interrogata, in seguito ad un nostro articolo (questo), relativo ad una lettera inviata dalla Regione Lazio al Comune di Viterbo per chiedere una risposta in merito fabbisogno del distretto sociale di cui è capofila per quanto riguarda il sostegno al reddito di persone usciti da percorsi di deistituzionalizzazione.

“Non è una norma per Vita Autonoma, voglio precisarlo – ha detto Alessandra Troncarelli rispondendo a Martina Minchella e Paolo Simoni che l’hanno interrogata – ma per le persone in generale che sono usciti da percorsi di deistituzionalizzazione. Abbiamo ripreso in mano i fascicoli e risponderemo alla Regione per tempo”. Il termine ultimo per dare una risposta è il 31 marzo. In attesa ci sono 25 persone che dal maggio scorso attendono di sapere se il loro assegno terapeutico, o un sostegno simile, verrà ripristinato. Da allora in molti per pagare bollette e accompagnamento devono fare affidamento a prestiti. Alcuni sono finiti in ospedale per malnutrizione.

Le 25 persone, per lo più poliomelitici, escono tutte dal progetto di Vita Autonoma che li aveva portati fuori da Villa Immacolata negli anni ’70 con un grande risparmio per le casse pubbliche in cambio di un sostegno al reddito individuato nell’assegno terapeutico. La loro storia l’abbiamo raccontata qui.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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