

TARQUINIA – Una domenica di ordinaria follia si è trasformata in un incubo sul litorale di Tarquinia. Nelle prime ore della mattinata di ieri, 19 luglio, la zona del litorale è stata teatro di una brutale aggressione che ha visto un giovane finire nel mirino di un intero gruppo, in un episodio che ora è al centro di una delicata attività investigativa.
La ricostruzione
Secondo le prime informazioni, il fatto è avvenuto in prossimità di uno stabilimento balneare, in un momento di grande afflusso, mentre decine di ragazzi stavano defluendo dai locali della zona al termine della serata. Quella che, inizialmente, doveva essere soltanto una discussione – nata per futili motivi ancora in fase di accertamento – è degenerata in pochi istanti in una violenta rissa.
La vittima è stata circondata e raggiunta da una serie di colpi violenti, finendo rapidamente al suolo. Il pestaggio, però, non si è fermato: anche una volta a terra, il ragazzo ha continuato a subire calci e pugni da parte dei suoi aggressori, nel vano tentativo di difendersi.
Il video shock sui social
L’episodio non è passato inosservato. Alcuni presenti, anziché intervenire o allertare subito le forze dell’ordine, hanno immortalato la scena con i propri smartphone. Il filmato, finito rapidamente in rete e diventato virale sui social network, mostra la brutalità del raid: in particolare, le immagini inquadrano nitidamente un giovane – descritto come un ragazzo con capelli ricci, maglietta bianca e pantaloncini corti – avvicinarsi alle spalle della vittima per colpirla, per poi tornare sui propri passi e sferrare un calcio violento al volto del malcapitato, mentre quest’ultimo era già riverso sull’asfalto.
Le indagini
Il video, pur rappresentando un documento fondamentale, non è l’unico elemento al vaglio degli inquirenti. I carabinieri sono già al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e, soprattutto, per identificare tutti i partecipanti al pestaggio.
Le attività investigative si stanno concentrando sull’acquisizione e l’analisi dei filmati provenienti dai sistemi di videosorveglianza installati nell’area, incrociandoli con le testimonianze raccolte sul posto. Al momento, gli investigatori mantengono il massimo riserbo: l’obiettivo è dare un nome e un volto a tutti i componenti del branco e chiarire, una volta per tutte, cosa abbia scatenato tale ferocia in una tranquilla domenica di luglio.

















