Vinti due milioni di euro al "gratta&vinci" a Tarquinia? È giallo

L'Extra.news, testata locale molto seria, ha raccontato di avere contattato il gestore della ricevitoria e ne riporta le dichiarazioni: "A me non è stato comunicato nulla, come di solito avviene in caso di vincite anche meno importanti. Ma se saprò qualcosa ne sarò molto lieto”.
TARQUINIA – Da qualche ora circola la notizia di una vincita al “gratta&vinci” milionaria nel comune di Tarquinia. A dare la notizia l’agenzia di stampa del mercato dei giochi (Agimeg). Si parla di un biglietto “Mega Miliardario New” da due milioni di euro acquistato presso la ricevitoria di via delle Croci 5.
L’Extra.news, testata locale molto seria, ha raccontato di avere contattato il gestore della ricevitoria e ne riporta le dichiarazioni: “A me non è stato comunicato nulla, come di solito avviene in caso di vincite anche meno importanti. Ma se saprò qualcosa ne sarò molto lieto”.
Una vincita quindi di cui una parte attiva, il venditore del tagliando, che da prassi viene avvertito, non sa nulla. Un giallo d’inizio anno.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
di Roberto Pomi


















