Villetti "fuori" con 'Alone': la storia vera del bambino salvato da un'orsa
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Il progetto ha già incassato l'attenzione della rubrica Mizar del TG2 lo scorso 26 gennaio.

VITERBO – C’è un traguardo segnato in rosso sul calendario: 7 giugno 2026. Un bosco segreto, il cuore profondo dell’Italia e il silenzio che si fa musica. Michele Villetti non ha fretta; ci sta arrivando per gradi, un passo alla volta, seguendo il ritmo delle stagioni e degli astri.

Dopo l’impatto di “This Is the Moment”, il cantiere creativo di Villetti apre un nuovo capitolo. Si chiama “Alone” e la data di consegna non è un martedì qualunque: uscirà con la luna piena di febbraio. Niente algoritmi, solo natura. Il brano è un frammento di un concept album che profuma di terra e miracolo.

La storia è quella, incredibile e vera, di Casey Hathaway: il bambino che nel North Carolina sopravvisse a -20 gradi, perso nel bosco, protetto – così dice la leggenda e il suo racconto – da un’orsa. Villetti prende questa cronaca gelida e la trasforma in una metafora sulla resilienza. A dare corpo all’emozione c’è la voce di Marta Colombo. Intensa, sensibile, capace di tradurre in suono quella solitudine che non è abbandono, ma spazio interiore.

È il punto di vista del bambino, sospeso tra la paura del buio e la fiducia cieca in una forza ancestrale. Il progetto, che ha già incassato l’attenzione della rubrica Mizar del TG2 lo scorso 26 gennaio, non è un percorso solitario. Villetti sta mettendo insieme una squadra eterogenea: nomi internazionali e una piccola armata di giovanissimi musicisti, scelti per portare linfa nuova a un’opera che ha il respiro del cinema. Manca ancora tempo al concerto nel bosco del 2026, ma il sentiero è tracciato. Con “Alone”, Villetti ci ricorda che essere soli non significa necessariamente essere perduti. A volte, significa solo essere in attesa della luna giusta.

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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