Villaggi di Natale, in bocca al lupo a quello di Viterbo e di Sutri
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VITERBO - La verità su cui vogliamo soffermarci è che dietro alla messa in piedi di un village natalizio c'è un lavoro enorme, uno sforzo importante. Mirato al profitto? Meno male. Perché da centri più vivi e frequentati arriva linfa economica per tutti e possibilità di poter trascorrere un po' di tempo libero divertendosi.

VITERBO – Due villaggi di Natale, una stessa provincia. I migliori auguri de La Fune perché sia una vittoria per tutti. Veniamo da settimane di polemiche, veleni, contrapposizioni. Tutto questo è destinato a rimanere, anche perché la situazione è stata portata a incancrenirsi nelle aule di tribunale. 

La verità su cui vogliamo soffermarci è che dietro alla messa in piedi di un village natalizio c’è un lavoro enorme, uno sforzo importante. Mirato al profitto? Meno male. Perché da centri più vivi e frequentati arriva linfa economica per tutti e possibilità di poter trascorrere un po’ di tempo libero divertendosi.

Poi ognuno, in base alle proprie sensibilità, potrà arricchire le proprie feste anche con dell’altro. Consigliamo una splendida mostra a Livorno su Modigliani e una a Pisa sui futuristi. Ma basta fare rotta su Roma per passeggiare nella storia o fare tappa alle Scuderie del Quirinale. A Sutri, tra l’altro, il village è arricchito anche dall’offerta straordinaria del museo cittadino voluto da Sgarbi. Nel capoluogo mancherà qualcosa di più culturale ma c’è un’interessante mostra sull’Era Glaciale e comunque spostandosi di trenta chilometri Bagnoregio e Orvieto offrono ai più “affamati” di cultura una mostra unica su un maestro dell’astrattismo come Achille Perilli.

Ieri il Babbo Natale del village viterbese è arrivato a casa. Vogliamo ringraziare Andrea Radanich e la sua squadra per il lavoro che stanno facendo. Il capoluogo non è stato lasciato spento e questa alla fine ci sembra una buona notizia. Così come ringraziamo Fondazione Caffeina che regalerà, a partire da oggi, un nuovo progetto a Sutri, offrendo anche ai viterbesi la possibilità di raddoppiare le proprie presenze nei villaggi natalizi. 

Lo avevamo detto tempo fa ma sarebbe bello immaginare questa provincia capace di raccontarsi come la terra dei mercatini di Natale e dei villaggi natalizi. Sono tanti i borghi che potrebbero rendersi attrattivi in questa chiave. Solo nel Viterbese ci sono 300mila persone (100mila saranno troppo grandi, ma per i nipoti si fa di tutto), potenzialmente ci sono i numeri per fare funzionare anche due villaggi. Ma l’obiettivo dovrebbe essere fare sistema e diventare attrattivi per l’esterno, magari anche per l’estero. 

Un sogno grande? Beh varrebbe la pena dedicarcisi. Sempre meglio di friggersi il fegato nei tribunali e nell’odio e nella stupida e sterile rivalità.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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