Villa Noemi, l'isolamento degli anziani rotto da un ponte di tablet, smartphone e volontari della Croce Rossa
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CELLENO - Tablet e smartphone per rompere l'isolamento dei nonni e delle nonne di Villa Noemi. Ma la tecnologia non basterebbe se non ci fosse l'impegno e l'altruismo della Croce Rossa.

CELLENO – Tablet e smartphone per rompere l’isolamento dei nonni e delle nonne di Villa Noemi. Ma la tecnologia non basterebbe se non ci fosse l’impegno e l’altruismo della Croce Rossa.

Da giorni i volontari della sezione di Bagnoregio e Lubriano, in stretta collaborazione con il Comitato di Viterbo, hanno messo in piedi un ponte di uomini e supporti tecnologici per permettere agli ospiti della residenza per anziani, in quarantena a causa dei contagi da Covid-19 registrati, di guardare gli occhi e ascoltare le voci di figli e nipoti.

Gli uomini e le donne della Croce Rossa entrano a Villa Noemi seguendo un rigido protocollo di sicurezza e utilizzando tutto il necessario ad agire azzerando il rischio di contagio. Sono degli angeli bianchi di cui non è possibile vedere il sorriso, per via delle mascherine e delle protezioni, ma in grado di regalare emozioni e dare coraggio, agli ospiti e alle famiglie a casa. 

Qui il Coronavirus ha morso più forte che nel resto del Viterbese. Tanto che lo scorso 10 aprile la Regione Lazio ha deciso di cinturare Celleno istituendo una zona rossa. Nessuno è potuto entrare né è uscito dal paese per 15 giorni, fino alla mezzanotte del 24 aprile. E’ comunque rimasta una zona rossa ristretta nell’area delle case di riposo. Per gli anziani che si trovano all’interno questo ponte con il mondo e soprattutto con gli affetti più cari è un regalo prezioso, capace di farli sorridere e sperare nonostante il momento difficile. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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