
VITERBO – I cantieri per il rifacimento di via Matteotti stanno creando seri problemi alle attività commerciali presenti. Così i negozianti della via si stanno attivando per accendere l’attenzione pubblica sulla vicenda e cercare di aprire un confronto, di sostanza e non solo di parole, con Palazzo dei Priori.
A parlare chiaro sono i loro registratori di cassa, ultimamente piuttosto vuoti. Stiamo parlando di attività in alcuni casi storiche, di altre che fanno capo a giovani e dinamici piccoli imprenditori. Chi sta lì, per parlare chiaro, è un pezzo di città.
I lavori sulla via, finanziati con i fondi del Pnnr, stanno durando da mesi. Non ci sono ritardi rispetto alle previsioni e il cantiere serve a ridare decoro a una via che forse è stata per troppo tempo maltrattata. Ci sono dei malumori sul nuovo assetto che, tramite una fioriera, ha eliminato posti auto. Segno di una diversa concezione della città, che può piacere o non piacere. E’ chiaro comunque che il cantiere di via Matteotti, nell’intenzione di chi l’ha autorizzato, punta a restituire una via più bella e più accogliente alle passeggiate. Sicuramente meno attrattiva per la tipologia di cliente abituata a parcheggiare davanti al negozio.
Il tema centrale però in questo momento è la sopravvivenza e la dignità di queste attività e delle persone che ci lavorano. Giovedì i commercianti della via faranno una riunione per capire come riscattarsi da una situazione difficile. Intanto stanno cercando di portare la questione all’attenzione della stampa. Chiedono di aprire un tavolo per discutere di risarcimenti per i mancati incassi, rimborsi sugli affitti, sospensione della Tari e parcheggi gratuiti in piazza della Rocca. Crediamo che sia dovere di Palazzo dei Priori ascoltare queste affermazioni e aprire un ragionamento perché la tutela di ogni singola attività è anche di interesse pubblico. E non si può chiedere ai privati di pagare il prezzo dei cantieri, seppure questi ultimi siano necessari per migliorare la città.
Servirebbe di affrontare la questione in modo serio e consapevole. Palazzo dei Priori potrebbe chiedere ai commercianti di mostrare gli incassi del 2022 e quelli del 2023 in modo da potere quantificare effettivamente quanto hanno perso e prevedere di “risarcire” di quanto manca.


















