

VITERBO – Due strutture per pellegrini hanno chiuso nella Tuscia, negli ultimi mesi. Si tratta di Domus Peregrini, tra Montefiascone e Viterbo, e di FamilARCA nel Vetrallese. Una notizia interessante che abbiamo voluto dare. In tanti hanno commentato e scritto in redazione per sapere di più o semplicemente per esprimere rammarico.
Importante l’intervento di Alessandra Croci, consigliere a Palazzo dei Priori di Viterbo e delegata alla via Francigena. Un parere informato il suo e di qualità che ha aggiunto elementi importanti. In effetti la consigliera Croci ha evidenziato come a chiudere siano state due strutture “particolari”. Infatti si tratta di quelle che in gergo vengono chiamate strutture “a donativo”. In pratica i pellegrini che ci dormono non hanno nessun obbligo o tariffa prefissata, danno semplicemente quanto vogliono. E sarebbe stato proprio questo il problema che avrebbe determinato le due chiusure.
Croci entra nel dettaglio e fornisce ulteriori elementi: “Non sono d’accordo con il racconto proposto dalla testata. Sono state chiuse due strutture a donativo perché i pellegrini( potrei dire pseudo tali) a differenza di Santiago, dove le strutture quasi tutte a donativo vengono aiutate dallo Stato spagnolo, mettono una cifra congrua. In Italia in generale non c’è ancora questo spirito. Pertanto le due strutture a donativo spesso si trovavano con un ” donativo” di pochissimi euro e chiaramente non riescono a sopportare le spese correnti”.
La delegata ha colto l’occasione per evidenziare in realtà un trend in aumento di pellegrini sulla Francigena. Lo scorso anno sono stati censiti più di 20mila. La delegata Croci ha poi voluto evidenziare che “a Viterbo molte strutture ( B&B e case vacanze) applicano prezzi calmierati per i pellegrini. Per capire quali sono basta guardare il sito Stay in Tuscia dove accanto alle strutture aderenti c’è il simbolo del pellegrino”.

















