

VETRALLA – C’è un rumore di fondo che accompagna la politica della Tuscia in queste ultime settimane, ed è il suono sinistro di un centrodestra che sembra aver smarrito la bussola, o forse, più semplicemente, la capacità di tenere insieme i cocci. Dopo le tensioni in diversi comuni della provincia (capoluogo docet), il terremoto arriva ora a Vetralla, dove la consigliera della Lega, Michela Cascioli, ha formalizzato il suo addio alla maggioranza del sindaco Aquilani.
Ma non si tratta solo di una cronaca locale, di un singolo consigliere che sbatte la porta. Dietro l’addio della Cascioli — che d’ora in avanti siederà tra i banchi dell’indipendenza — c’è la fotografia di una coalizione che si sta sfarinando. Un processo erosivo che non parte da oggi, ma che oggi trova la sua plastica rappresentazione.
Le parole della consigliera, affidate a una nota stampa, sono un atto d’accusa: “un’amministrazione arroccata su se stessa”, “potere decisionale blindato tra pochi intimi”, un “feudo” anziché un organo democratico. Cascioli parla di promesse tradite su turismo, cultura e vivibilità del centro storico, e punta il dito contro l’emarginazione della frazione di Cura. Ma è quando scende sul terreno politico che il messaggio diventa una pietra tombale: il patto di coalizione è stato calpestato.
A corroborare la rottura ci pensa il coordinatore comunale del Carroccio, Mario Paschetta. E qui la notizia nella notizia si fa cristallina: il sindaco Aquilani non avrebbe “rispettato” il partito che pure ha contribuito a portarlo in sella. “Chiusura nei nostri confronti”, “patti calpestati”, “ci ha messo da parte”. La Lega prende atto che il primo cittadino può fare a meno di loro ed esce dalla maggioranza.
Quello di Vetralla è un tassello che va a comporre un puzzle ben più vasto. Il centrodestra viterbese, che in passato ha fatto della capacità di sintesi e di governo la sua arma vincente, oggi appare vittima di logiche interne che lo portano a implodere. Le frizioni, le mancate interlocuzioni e l’ostentazione di una superiorità politica che spesso si traduce in arroganza decisionale, stanno logorando i rapporti di forza.
Viterbo osserva Vetralla con preoccupazione. Perché se è vero che ogni amministrazione ha la sua storia, è altrettanto vero che il virus della rottura tra alleati sembra essere diventato contagioso. Una classe dirigente che si chiude nel bunker del comando, ignorando le istanze dei partiti che l’hanno sostenuta, è destinata a fare i conti con la solitudine politica. E a Vetralla, il sindaco Aquilani si ritrova oggi, di fatto, con un alleato in meno e una consigliera indipendente che ha già annunciato di voler valutare le proposte “senza vincoli”.
Il mandato volge al termine, ma la sensazione è che il tempo utile per rimediare sia ormai scaduto. Il centrodestra non perde solo un consigliere: perde, pezzo dopo pezzo, quell’identità di coalizione che servirebbe per guardare al futuro. E se il buongiorno si vede dal mattino, l’autunno della politica vetrallese si preannuncia decisamente tempestoso.

















