
VITERBO – L’emergenza frane delle scorse settimane ha prodotto per le casse della Provincia di Viterbo un’emorragia di fondi che spaventa. Per fare fronte a tutti gli interventi sulle strade provinciali, ben 23 in una sola settimana di maltempo, l’ente di via Saffi ha rotto gli argini della cassa per la bellezza di 9 milioni e mezzo di euro.
Così il consiglio provinciale ha votato all’unanimità la richiesta di stato di calamità da inoltrare alla Regione Lazio, sperando di ottenere risorse. Se non dovessero arrivare sarebbero problemi per l’ente di via Saffi.
“Abbiamo lavorato giorno e notte senza mai fermarci. Ventitré eventi franosi in una settimana sono un numero impressionante. Le situazioni più gravi restano tre e riteniamo ci siano gli estremi per chiedere lo stato di calamità”. Le parole del presidente Alessandro Romoli.
La pioggia insistente e senza tregua di giorni ha trasformato le campagne viterbesi in un acquitrino e si sono attivate una serie di frane, molte delle quali hanno finito per chiudere o compromettere l’utilizzo delle strade. A distanza di giorni, proprio in consiglio provinciale, emerge una storia inquietante. Sulla provinciale che collega Celleno a Roccalvecce, pochi minuti prima di una frana importante (con un fronte di frana alto cinquanta metri) era passato lo scuolabus. A rivelare il fatto l’ingegnere Umbro Pasquini.
Criticità anche sulla Sipiccianese, nel territorio di Graffignano, dove una lesione del versante ha creato uno scalino di mezzo metro sull’asfalto, con abitazioni situate proprio sopra il tratto interessato. Stesso problema su strada Magugnano, tra Grotte Santo Stefano e Roccalvecce. Ancora chiusa. A Tarquinia, nella valle del Mignone, la carreggiata viene periodicamente invasa da colate di fango. Risolto il problema che aveva dettato la chiusura della provinciale Bagnorese per il crollo di un costone. Anche se sono in corso lavori sulla strada che collega Bagnoregio a Montefiascone. Sulla provinciale Valle del Tevere uno smottamento lungo trecento metri ha imposto l’istituzione del senso unico alternato. A Canepina la preoccupazione riguarda la spalla d’appoggio di un ponte, interessata da un cedimento: in attesa del progetto originario per pianificare l’intervento strutturale, è stato installato un sistema di monitoraggio continuo.


















