Vandalismo e furti di pezzi d'auto e benzina dai serbatoi, episodi in vari quartieri del capoluogo
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VITERBO - Il fenomeno si sta inoltre intensificando, come evidente dall'aumento di segnalazioni in redazione e sui social.

VITERBO – Specchietti rotti nel quartiere di Pianoscarano, serbatoi bucati per rubare la benzina al Carmine e anche furto di componentistica, come uno stemma Mercedes, anche nel quartiere Barco. I viterbesi che lasciano il proprio mezzo in strada non hanno mai la certezza di ritrovarlo senza problemi. 

Il fenomeno si sta inoltre intensificando, come evidente dall’aumento di segnalazioni in redazione e sui social. A volte può essere fatale parcheggiare l’auto anche per qualche decina di minuti e andare a fare la spesa. Nei giorni scorsi una persona ritornando alla macchina si è accorta che le avevano rubato lo stemma della Mercedes. Aveva parcheggiato per andare a fare la spesa in un noto supermarket. 

Inquietante il furto di carburante dalle auto parcheggiate sotto i palazzi al Carmine. La delinquenza spiccia sta diventando una sorta di tassa occulta che può colpire chiunque in qualsiasi momento, costringendolo a spendere anche centinaia di euro per riparazioni e riacquisto di componenti d’auto. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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