
EDITORIALE – C’era una volta Valle Faul, poi è stata riqualificata e una volta finiti i lavori un luogo di incontro e ritrovo è stato rubato ai cittadini per essere consegnato alle auto. Uno scempio nel cuore di Viterbo che va avanti da anni e a cui tutti sembrano essersi piegati.
In questi giorni di ‘Giocavamo pe’ strada’ i viterbesi hanno potuto rendersi conto di quanto è prezioso quello spazio. Sicuramente per gli eventi, ma anche come luogo dove portare i bambini in bicicletta o semplicemente a giocare, come accadeva “pe’ strada” appunto. Nelle ore precedenti l’ultima manifestazione abbiamo avuto modo di scattare una foto con lo spazio libero, proprio mentre i vigili facevano rimuovere le automobili che infischiandosene dei divieti avevano comunque parcheggiato. Tanta è l’arroganza che ormai quello spazio sembra dovere essere occupato dalle macchine per “volontà divina”.
Ma cosa significa perpetrare lo scempio? Cosa comporta, in maniera pratica, continuare a rassegnarsi alla trasformazione di Valle Faul in un parcheggio? Essenzialmente comporta che un turista affacciandosi dalla loggia di palazzo papale si trovi davanti una montagna di ferraglia, le auto appunto. Bello scempio. Non ci risulta che guardando dalla Torre di Pisa si vedano automobili parcheggiate, neanche dal duomo di Milano accade e neppure dalla torre del Mangia a Siena e non ci sembra accadere neanche affacciandosi da Palazzo Vecchio a Firenze.
In pratica il palazzo papale di Viterbo è l’unico patrimonio storico-artistico d’Italia che ha una vista su un parcheggio. Bello schifo! Ma gli effetti negativi di questo abominio sono anche altri. Pensiamo infatti a quante migliaia di euro ogni giorno vengono “rubate” alle casse della municipalizzata Francigena (che è roba dei viterbesi) da chi furbescamente parcheggia a Valle Faul (che non è un parcheggio, lo vogliamo ricordare) gratuitamente. Viterbo anche qui è l’unica città d’Italia dove tra due parcheggi a pagamento: quello fuori Porta Faul e quello del Sacrario; ce ne è uno, anche bello grosso, gratuito.
Quindi mantenere l’utilizzo, illegittimo, di Valle Faul a parcheggio concretizza in un colpo solo tre effetti negativi: la sottrazione ai cittadini di uno spazio dove vivere e incontrarsi e fare comunità, una vista da incubo da palazzo papale e una perdita secca di migliaia di euro al giorno dalle casse della municipalizzata Francigena.
Strano che con tutti questi aspetti negativi si continui a mantenere lo scempio così come è. A vantaggio di chi? Nell’interesse di chi? Per fare contento chi? E si tratta di persone che devono essere fatte contente legittimamente? Hanno un qualche diritto in più e più grande dell’interesse pubblico? La domanda sorge spontanea, direbbe Lubriano. Palazzo dei Priori spieghi nell’interesse di chi viene mantenuta l’area di Faul a parcheggio e perché questo o questi contano più dei cittadini, dei turisti e delle casse della propria società partecipata.
Noi chiediamo che Valle Faul venga restituita ai viterbesi e non per parcheggiarci la ferraglia ma per viverci.


















