Va a funghi e trova ordigno della seconda guerra mondiale

ORIOLO ROMANO - Trova ordigno bellico mentre cerca funghi. E' accaduto nei boschi di Oriolo Romano nel pomeriggio di sabato 17 settembre. Subito l'uomo ha allertato i carabinieri, segnalando il ritrovamento.
ORIOLO ROMANO – Trova ordigno bellico mentre cerca funghi. E’ accaduto nei boschi di Oriolo Romano nel pomeriggio di sabato 17 settembre. Subito l’uomo ha allertato i carabinieri, segnalando il ritrovamento.
Si tratta di un proiettile d’artiglieria calibro 80, risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Ha una lunghezza di 31 centimetri e un diametro di 8 centimetri. I carabinieri delle stazioni di Oriolo Romano e Vejano, la polizia locale e la protezione civile comunale hanno messo in sicurezza l’area, segnalando la presenza del pericolo.
Ora sarà necessaria un’azione di bonifica della zona, con la rimozione a opera degli specialisti dell’Esercito, che dovranno curare il disinnesco e poi fare brillare in luogo sicuro il residuato bellico.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















