Unitus accoglie due studentesse di Gaza
Rettore Ubertini
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Si tratta di Walaa e Haya, ammesse ad aprile al corso di laurea magistrale in Archival science and Ai dell'Università della Tuscia, finite al centro della cronaca nei giorni scorsi perché, a causa di un visto non rilasciato, non riuscivano a immatricolarsi.

SAMARCANDA – Due studentesse di Gaza accolte dall’Unitus. A dare la notizia è lo stesso rettore Stefano Ubertini in alcune dichiarazioni rilasciate all’agenzia Askanews durante la sua missione a Samarcanda.

“Non dobbiamo mai lasciare solo le studentesse e gli studenti in particolare, ma nemmeno le ricercatrici e i ricercatori – ha ribadito il Rettore -. E credo che attraverso la condivisione possiamo contribuire a convincere il governo israeliano a fermare l’orrore di Gaza. Noi all’Università della Tuscia oggi accogliamo una comunità internazionale di tantissime studentesse e studenti da tutte le parti del mondo. A suo tempo abbiamo accolto tantissimi studenti dall’Ucraina e proprio domani (oggi 2 ottobre per chi legge n.d.r.) accoglieremo due studentesse che sono riuscite, grazie al governo italiano, a lasciare Gaza e studieranno qui con noi”.

Si tratta di Walaa e Haya, ammesse ad aprile al corso di laurea magistrale in Archival science and Ai dell’Università della Tuscia, finite al centro della cronaca nei giorni scorsi perché, a causa di un visto non rilasciato, non riuscivano a immatricolarsi. Tutto risolto quindi e un futuro di speranza per loro.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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