
La storia che vi raccontiamo oggi riguarda un paese lontano, nel tempo e nello spazio. E’ una storia che serve semplicemente per diffondere e raccontare una morale e che punta a far capire quali sono le cose da evitare come la peste.
Non che ne abbiamo particolare bisogno in questi tempi felici, ma è sembra bene avere delle buone storie da portare con sé. Possono sempre tornare utili.
E’ la storia di Mar, paese della contea di Chetta. Una realtà che non esiste più, persa nella sabbia del deserto e nella notte dei tempi. Di Mar nessuno si ricorda più perché si è estinto, vittima di un brutto gioco che la sua classe regnante ha portato avanti per troppo tempo. Fino al punto di non ritorno, fino alla fine di tutto. A Mar non c’era mai stata una visione di paese, del futuro del paese. A Mar si andava avanti tassando la gente per avere le risorse necessarie a foraggiare i clientes della classe regnante.
Era questa l’unica visione contemplata. La società era divisa in caste: i regnanti, i clientes e le bestie. I regnanti facevano e disfacevano, giocavano a Risiko tutto il giorno e se la spassavano. I clientes stavano subito sotto e non vivevano male, c’era sempre la mano di un amico a pensare ai loro affari anche quando questi erano assurdi e contrari all’interesse generale. I guai veri erano per le bestie. Tutto gli veniva tolto, anche quel poco che riuscivano ad avere con il sudore della fronte. Le bestie non avevano amici e anche se erano la maggioranza non contavano nulla.
Il meccanismo aveva comunque retto per decenni fino al momento in cui le bestie, lasciate sempre più sole e disperate decisero di fuggire altrove. Rimasero i clientes ma per loro, non essendoci più le bestie a cui prendere, non rimase più niente. E anche per i governanti rimase più poco da ridere. Impazzirono tutti, finendo per dare ordini alle nuvole, alle pietre e alle mura dei loro palazzi. Ora su Mar c’è il deserto e di tutti i protagonisti di questa storia gli unici che rimasero in vita furono le bestie. Fondarono una loro città dove le tasse servivano a investimenti di sistema, a far crescere l’economia e a dare lavoro vero.
Le bestie prosperarono e decisero di cambiarsi nome in cittadini. Al tempo stesso cancellarono dai loro vocabolari la parola Mar e la parola Chetta, luoghi da cui venne per loro solo la rovina e il dolore. Cancellando quelle parole erano convinti di scongiurarne il ritorno.

















