Una piazza intitolata a Nello Celestini, Mecarini (Sodalizio): "Lo chiesi il giorno del suo funerale al sindaco"
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VITERBO - Intitolare una piazza a Nello Celestini, il padre del Sodalizio. Il lancio della proposta che, come giornale del territorio, La Fune ha fatto ieri ha avuto un riscontro incredibile di lettori ed è montato l'entusiasmo. 

VITERBO – Intitolare una piazza a Nello Celestini, il padre del Sodalizio. Il lancio della proposta che, come giornale del territorio, La Fune ha fatto ieri ha avuto un riscontro incredibile di lettori ed è montato l’entusiasmo. 

Sull’idea è intervenuto anche il presidente attuale del Sodalizio Massimo Mecarini: “Sono completamente d’accordo. Fui proprio io a richiedere che a Nello venisse intitolata una via e lo feci durante il funerale del Presidente, rivolgendo la richiesta al sindaco di allora Leonardo Michelini”. 

Nella giornata di ieri sono stati tanti i messaggi di condivisione arrivati in redazione. Dare centralità al Sodalizio, alla sua storia, alla tradizione del Trasporto è uno dei grandi temi con cui la città di Viterbo, e in modo più puntuale Palazzo dei Priori che prende le decisioni, deve fare i conti. Farlo significa iniziare a consolidare una visione nuova, capace di sviluppare un lavoro e mettere a frutto, nell’interesse di tutti, il riconoscimento Unesco della Rete delle Macchine a Spalla.  

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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