
Senza tanti piagnistei il Festival del Giornalismo di Perugia (IJF) quest’anno ha vinto la sfida più importante: quella del pubblico, quella degli affezionati veri e non quella dello struscio. L’ottava edizione dell’IJF infatti si svolgerà regolarmente grazie al crowdfunding, ovvero un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse e che spesso si effettua tramite piattaforme online, che ha permesso di raccogliere più di quanto servisse. L’obiettivo fissato dagli organizzatori erano 100.000€: il risultato? La raccolta si è chiusa ieri e ha portato nelle casse dell’IJF 115.350€. Una cifra sbalorditiva che dovrebbe far impallidire chiunque. Oltre 700 donazioni, 600 delle quali “piccole”. Tra i finanziatori anche le scuole. Tutto ciò si era reso necessario perché la politica e le istituzioni (senza assessori vicini di casa) non dava risposte e non riusciva a impegnare fondi.
Un segnale per tanti organizzatori di eventi di massa (ad esempio Caffeina) che annunciano centinaia di migliaia di affezionati, migliaia di fan su Facebook e decine di sms “dai famosi” per richiamare le istituzioni all’ordine. Altra cosa è invece l’evento di promozione culturale, di ricerca e di formazione del pubblico (ad esempio il Salotto delle sei) per il quale la politica deve svegliarsi per davvero, se no finirà che vivranno solamente quegli eventi di massa che sapranno raccogliere grandi consensi, mobilitare grandi numeri, ma che scarsamente incidono sulle realtà nelle quali si svolgono.


















