Festival, da Perugia una lezione di stile
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La lezione del Festival del Giornalismo di Perugia: senza tanti piagnistei ha raccolto il 115% dei fondi che le servivano grazie al crowdfunding
Il crowdfunding dell’IJF

Senza tanti piagnistei il Festival del Giornalismo di Perugia (IJF) quest’anno ha vinto la sfida più importante: quella del pubblico, quella degli affezionati veri e non quella dello struscio. L’ottava edizione dell’IJF infatti si svolgerà regolarmente grazie al crowdfunding, ovvero un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse e che spesso si effettua tramite piattaforme online, che ha permesso di raccogliere più di quanto servisse. L’obiettivo fissato dagli organizzatori erano 100.000€: il risultato? La raccolta si è chiusa ieri e ha portato nelle casse dell’IJF 115.350€. Una cifra sbalorditiva che dovrebbe far impallidire chiunque. Oltre 700 donazioni, 600 delle quali “piccole”. Tra i finanziatori anche le scuole. Tutto ciò si era reso necessario perché la politica e le istituzioni (senza assessori vicini di casa) non dava risposte e non riusciva a impegnare fondi.

Un segnale per tanti organizzatori di eventi di massa (ad esempio Caffeina) che annunciano centinaia di migliaia di affezionati, migliaia di fan su Facebook e decine di sms “dai famosi” per richiamare le istituzioni all’ordine. Altra cosa è invece l’evento di promozione culturale, di ricerca e di formazione del pubblico (ad esempio il Salotto delle sei) per il quale la politica deve svegliarsi per davvero, se no finirà che vivranno solamente quegli eventi di massa che sapranno raccogliere grandi consensi, mobilitare grandi numeri, ma che scarsamente incidono sulle realtà nelle quali si svolgono.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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