A rischio chiusura il 'Sal8 delle 6'?
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Un altro pezzo del sistema culturale viterbese lancia l'allarme. Si tratta del 'Sal8 delle 6' di Pasquale Bottone. In città servirebbe un ruolo importante delle istituzioni a sostegno del panorama culturale locale.
Pasquale Bottone

Da dodici anni ospita a Viterbo personaggi della cultura italiana e libri di livello. Questo è il ‘Sal8 delle 6’, che in questo periodo naviga in acque non buone. A lanciare il grido dall’allarme il suo demiurgo: il giornalista Pasquale Bottone. L’autore di ‘Twitto ergo sum’, un romanzo su MalPaese e tutti gli intrigati sistemi di gestione della cosa pubblica, ha scelto di affidare a facebook uno sfogo pesante.

 

In un post, dal profilo del Sal8, troviamo questo: “Impossibile programmare a Viterbo: Il Salotto delle 6, a rischio la prossima edizione primaverile”. Segue un testo di una decina di righe dove Bottone lamenta un fatto: ” a oggi, 28 gennaio, non ci è dato sapere se i nostri partner sono in grado di garantirci i mezzi necessari a proseguire il nostro cammino, qui a Viterbo. Il che rende tutto terribilmente più complicato per l’organizzazione degli eventi, per la conferma delle date, per la prenotazione di spostamenti, alberghi, per lo stesso lavoro redazionale”.

 

In sostanza, da queste parole, emerge netta la sofferenza della rassegna. Sofferenza legata a incertezze economiche che rischiano di pregiudicare l’edizione primaverile. Ma il messaggio di Bottone non si esaurisce qua. Troviamo infatti scritto anche: “La domanda che sorge spontanea è questa: il sistema Viterbo si è reso conto che suddette rassegne non sono affidate allo spontaneismo dilettantistico di qualcuno, ma sono gestite da realtà professionali che hanno scelto di farne il loro principale lavoro? E che hanno quindi bisogno di essere affiancati nella ricerca di risorse finanziarie e di facilitazioni logistiche mentre svolgono il proprio lavoro. Se il sistema Viterbo preferisce invece il dopolavorismo improvvisato, cui affidare l’organizzazione di eventi di intrattenimento culturale, musicale o altro, almeno lo dicesse chiaramente. Eviteremmo perdite di tempo tutti”.

 

Bottone tocca un tasto dolente: l’assenza di una cabina di regia per gli eventi viterbesi. Cabina di regia, a onore del vero, difficile da ipotizzare anche per smanie da “prime donne” di tutti i festival, rassegne, eventi, associazioni che li organizzano. Viterbo è una città che non fa sistema ed è proprio questo che rischia di mandare in rovina anche le cose belle che ci sono. Servirebbe qualcuno in grado di impostare un lavoro serio sulla cultura, ipotizzando magari anche la realizzazione a livello comunale di una consulta. Serve però gente seria e professionale, nella politica e all’interno dei vari soggetti proponenti eventi. Non serve neanche chiedersi se questa tipologia di persone esista oggi o meno, basta solo osservare. E’ dalle azioni che mettono in atto che si giudicano gli uomini.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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