Una Gioconda attribuibile a Leonardo da Vinci rinvenuta nella chiesa di Sant'Orsola a Viterbo
Gioconda
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VITERBO - Durante dei lavori di manutenzione strutturale sull'antico edificio, chiuso da decenni, all'inizio di via San Pietro, nel centro storico, è venuto alla luce un quadro "particolare": una Gioconda. Molto simile a quella famosa dipinta da Leonardo da Vinci e custodita al Louvre. 

VITERBO – Quando l’hanno tirato fuori gli operai hanno pensato a una riproduzione di poco conto. L’hanno preso e poggiato su un ripiano, quindi hanno avvisato il Comune. Quindici giorni fa un ritrovamento all’interno della chiesa di Sant’Orsola che rischia di avere dell’incredibile. 

Durante dei lavori di manutenzione strutturale sull’antico edificio, chiuso da decenni, all’inizio di via San Pietro, nel centro storico, è venuto alla luce un quadro “particolare”: una Gioconda. Molto simile a quella famosa dipinta da Leonardo da Vinci e custodita al Louvre. 

Nessuno ha, sul momento, dato importanza alla cosa ma le sorprese sono iniziate ad arrivare quando il quadro, da prassi, è arrivato sotto gli occhi dei primi esperti. Tanto simile il tratto, stesso discorso per i colori e le proporzioni. La datazione non lascia dubbi. Si tratta di un quadro realizzato nel Quattrocento. Gli anni in cui visse e dipinse il grande genio. 

Gli operai stavano lavorando alla base di una colonna portante quando, dovendo effettuare uno scavo si sono accorti di un vuoto sotto la pavimentazione. Dovendo intervenire in quel punto hanno rimosso i mattoni di copertura e trovato una sorta di stanza di tre metri per quattro circa. All’interno diversi libri del Settecento e il quadro. Tutti l’hanno presa a ridere ma i risultati che stanno arrivando sono sorprendenti e già in diversi esperti sono pronti a scommettere che si tratti di un’opera originale di Leonardo. Il fatto potrebbe fare la fortuna della città di Viterbo. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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