Una domanda di cuore a Bruno Capitoni
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La storia infinita di Marcello Meroi e quella incredibile delle promesse di Bruno Capitoni. Oggi sarebbe dovuto essere, a sua detta, la giornata che avrebbe chiuso una volta per tutte la crisi della provincia di Viterbo

La storia infinita di Marcello Meroi e quella incredibile delle promesse di Bruno Capitoni. Oggi sarebbe dovuto essere, a sua detta, la giornata che avrebbe chiuso una volta per tutte la crisi della provincia di Viterbo con la nomina, da parte del presidente Meroi (che con la sua amministrazione è in crisi da anni) della giunta politica a cinque. Così non è stato.

La cosa più curiosa (noi lo sospettavamo, a dire il vero, già dalla settimana scorsa) è che sentendo per telefono alcuni dei diretti interessati e alleati di Ncd a sostegno di Marcello Meroi sembra che la soluzione non sia mai stata attesa per oggi. Da nessuno. E allora, dopo l’ennesima certezza comunicata e disattesa nel giro di pochi giorni (vi ricordate la storia degli ultimatum?) l’unica domanda che mi viene in mente da rivolgere a Capitoni è: perché?

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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