Una Biblioteca "da matti": dall'arrivo di autori d'eccellenza all'apertura di domenica
Biblioteca 2025
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Viale Trento sta diventando formidabilmente "pericolosa". E' davvero un luogo di spaccio. Si "spaccia" futuro, comprensione, riflessione, idee. Senza sosta, anche la domenica. E, ne siamo convinti, a viale Trento verrà ribaltata la legge di Schumpeter e la moneta buona scaccerà quella cattiva. Se non avete capito andate a prendere qualche libro in biblioteca, può migliorare la vita. Grazie biblioteca. 

EDITORIALE – Quanto prima busseremo alla porta della Biblioteca di Viterbo con un regalo. Una copia di ‘Elogio della follia’ di Erasmo Da Rotterdam. Lo consegneremo, come giornale viterbese, nelle mani del commissario Paolo Pelliccia, precisando che non è solo per il capitano ma per l’intera nave. Un uomo solo può poco. La Biblioteca di Viterbo ha un capitano che sa giocare, Pelliccia appunto. E’ uno di quei numero dieci che manca tanto nel calcio di oggi. Ma senza una squadra non si va da nessuna parte.

Ora constatiamo un fatto, come giornale dobbiamo sottolinearlo: domenica 26 aprile la Biblioteca di Viterbo è aperta. Per una strana coincidenza lo stesso giorno del compleanno di chi scrive. Da qui l’idea, l’inconscio potrà spiegare, di sorridere felici di questa notizia e ricambiare con un regalo da portare. Porteremo un libro-regalo nel luogo che dona a tutti i viterbesi la possibilità di leggere, conoscere, incontrare autori e idee straordinarie. Una Biblioteca, c’è bisogno di ripeterlo, aperta anche di domenica.

Tra l’altro verrà Giovanni Grasso. Fate uno sforzo di memoria e lo troverete nella vostra testa in qualche immagine di telegiornale o foto di giornale vicino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che poi scrivere solo la parola “Repubblica” e il nome “Sergio Mattarella” nel giorno della Liberazione è un altro regalo all’anima. Giovanni Grasso, uomo del Quirinale, a Viterbo di domenica. Viene perché la biblioteca è aperta. Non so se rendiamo l’idea? Che sia una notizia grossa è palese.

Torniamo all’Elogio. Non serve elogiare Pelliccia & Co. Fanno il loro lavoro. Lo fanno bene, ma è quello che devono fare. Noi, come Erasmo, vogliamo elogiare la follia di questi lavoratori. Perché abbiamo pensato a Erasmo da Rotterdam quando ci è venuto in mente di ringraziarli per il lavoro che fanno e regalare loro un libro?

Non sfidano Pelliccia & Co. le logiche del mondo? Mentre tutti vanno al mare non stanno lì, in biblioteca, a tenere alta la bandiera di un servizio pubblico? Non “demoliscono” con il loro lavoro, Pelliccia e i suoi, i falsi sapienti? Non hanno messo in scacco, quest’anno come nei precedenti, dotti monarchi e religiosi? Non hanno continuato a fare il loro ignorando i difetti altrui?

Non sono forse questi i contenuti del libro di Erasmo da Rotterdam? Ci sono due cose importanti che fanno grande un luogo, una città, una nazione. Sono la libera circolazione delle merci e la libera circolazione delle idee. Viale Trento sta diventando formidabilmente “pericolosa”. E’ davvero un luogo di spaccio. Si “spaccia” futuro, comprensione, riflessione, idee. Senza sosta, anche la domenica. E, ne siamo convinti, a viale Trento verrà ribaltata la legge di Schumpeter e la moneta buona scaccerà quella cattiva. Se non avete capito andate a prendere qualche libro, può migliorare la vita. Grazie Biblioteca.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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