Un video di quattro minuti che racconta due mesi di trincea per il personale Malattie Infettive Covid di Viterbo

VITERBO - In prima linea, per due mesi. Senza risparmiarsi, senza cedere alla paura. Pur provandola, ovviamente. In quattro minuti di video il personale in forza al reparto Malattie Infettive Covid di Belcolle si racconta.
VITERBO – In prima linea, per due mesi. Senza risparmiarsi, senza cedere alla paura. Pur provandola, ovviamente. In quattro minuti di video il personale in forza al reparto Malattie Infettive Covid di Belcolle si racconta.
La vita quotidiana, guardando il mondo da dietro coperture che sono lì per fermare il virus che ha piegato le ginocchia del mondo. Non le loro, pronte a scattare, a esserci per tutti.
Sono quelli che in questo territorio conoscono meglio il Coronavirus. L’hanno osservato fiaccare i corpi dei pazienti, portandone alcuni fino alla morte. Hanno sorriso e anche esultato per la guarigione di chi ce l’ha fatta. La Fune ringrazia, come giornale del territorio, il lavoro di tutto il personale.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















