Un viaggio tra i serra-panunziani: quattro voci sulla crisi
Quintarelli
800x120 (1)
A Sbottonati ieri ne sono intervenuti in quattro, ognuno senza preavviso e all’oscuro di quel che avrebbero dichiarato gli altri. Almeno questa la sensazione.

Un salto tra i serra-panunziani per capire le reazioni alla lettera di Fabio Melilli e per capire come si uscirà dalla crisi a pochi giorni dal momento decisivo. A Sbottonati ieri ne sono intervenuti in quattro, ognuno senza preavviso e all’oscuro di quel che avrebbero dichiarato gli altri. Almeno questa la sensazione. Da quel che hanno dichiarato, sembra che siano ancora tutti di un sentimento, ma potrebbero spaccarsi. Sopra di loro la forza di un Partito che li costringe a non muoversi autonomamente più di tanto. Sicuramente non per una questione come la sopravvivenza o meno di una amministrazione comunale di un Capoluogo.

 

Arduino Troili: “Firmo anche adesso”

“Confermo la mia posizione, se vogliono andare dal notaio, basta che mi chiamano: un minuto dopo salgo in macchina e vado a firmare”.

 

Marco Volpi: “Valutiamo e decidiamo”

“Dobbiamo valutare e capire bene la lettera di Fabio Melilli, ne parleremo e usciremo con una posizione univoca in questi giorni”.

 

Mario Quintarelli: “C’è tempo per le decisioni drastiche”

“Sono convinto che se dovessimo andare avanti con Michelini, dopo un mese risaremmo a questo punto. Vediamo cosa esce fuori in questi due giorni, c’è ancora tempo per le decisioni drastiche”.

 

Francesco Serra: “Farò una proposta al gruppo”.

“Prenderemo una decisione che dovevano prendere altri ma non anticipo niente, farò una proposta in una riunione del gruppo. Una riunione come quella che ci aveva portato a sfiduciare Michelini”. [L’intervento integrale di Serra, qui]

Masicar800x120-optimize
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Masicar300x300-optimize
aiac_banner_01
Fune 300x300
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
lafune_300 x 600
domenicale post
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Onda
asvis 2
TdP_Inalazioni
POST FB 01