Un solo tombino non ostruito in tutto il Murialdo-Barco-Cappuccini. Sta davanti alla chiesa, miracolo?
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Ci avrà pensato il Cielo? La provvidenza? O, con grande spirito pratico, qualche prete energico?

VITERBO – Preparate l’Arca se volete salvarvi. Rivolgiamo l’appello a tutti i residenti dei quartieri Murialdo-Barco-Cappuccini. Anche se i guai veri li avranno gli abitanti della zona più a Valle, se è rimasto vero che l’acqua va verso le parti di territorio più in basso. Quindi tenete bello gonfio il canotto che tenete in garage perché presto servirà per “guadare” la zona del sottopassaggio ma anche l’area di piazza Crispi e Porta della Verità o anche via Santa Maria in Gradi.

La notizia è che abbiamo fatto un giro a piedi dei tre quartieri e abbiamo trovato un solo tombino, o caditoia se piace di più, non ostruito. Il tombino dei miracoli è quello davanti al cancello della chiesa del Murialdo. Ora chi crede in Dio saprà dare una spiegazione sul perché l’unico libero sia proprio quello. A chi non crede rimarrà il mistero. Ci avrà pensato il Cielo? La provvidenza? O, con grande spirito pratico, qualche prete energico?

Sta di fatto che la notizia non so i tombini attappati, praticamente tutti, ma che uno è rimasto pienamente funzionante. Miracolo! A Palazzo dei Priori consigliamo di metterci mano prima che arrivino i violenti temporali di fine estate. I tombini sono pieni di tutto: foglie, rami, erba e ora che hanno asfaltato alcuni sono stati “bitumati”. Danni collaterali di un’azione positiva: quella dell’asfaltatura.

Siamo confusi. Non sappiamo se il miracolo sia di avere trovato l’unico tombino sgombero o che non sia ancora successo qualche casino grosso quando piove. Uomo avvisato …

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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