Un pranzo con 500 anni di storia, è il giorno del Purgatorio di Gradoli. Biglietti finiti dopo pochi minuti
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GRADOLI - Vengono serviti 250 chili degli storici fagioli del Purgatorio – la cui ricetta viene custodita gelosamente dalle cuoche del paese – 600 chili di luccio, altrettanti di nasello, baccalà e 60 di tinca.

Un appuntamento che si ripete immutato da cinque secoli, organizzato per segnare la fine del Carnevale e l’inizio del periodo di Quaresima. Il tutto si svolge a Gradoli, il paesino che si affaccia sul lago di Bolsena e dove ogni mercoledì delle Ceneri il tempo si ferma per restituite ai circa 2000 commensali i sapori e le usanze di una volta. Oggi è il giorno del mitico Pranzo del Purgatorio. 

Lo scorso 22 febbraio era stata fissata la vendita dei biglietti presso la sede della Pro Loco di Gradoli. A pochi minuti dall’apertura dell’acquisto, contando la gente in fila, la Fratellanza del Purgatorio ha dichiarato il sold out. 

L’evento si svolge nella cantina sociale del paese, qui gli organizzatori allestiscono lunghe tavolate dove, come da tradizione, vengono serviti 250 chili degli storici fagioli del Purgatorio – la cui ricetta viene custodita gelosamente dalle cuoche del paese – 600 chili di luccio, altrettanti di nasello, baccalà e 60 di tinca. Naturalmente il vino e il buon umore sono sempre ospiti immancabili.

Gli organizzatori di questa antica usanza sono i Confratelli della Fratellanza del Purgatorio. Nata nel XVI con il nome di “Fratellanza del Suffragio”, conta circa novanta uomini tra i 18 e gli 85 anni. Un patto generazionale che ha lo scopo di tenere vive le tradizioni del paesino che si affaccia sul lago di Bolsena. Naturalmente la più importante è il celebre Pranzo, che fin dalla sua origine viene organizzato ogni mercoledì delle ceneri per omaggiare le anime del Purgatorio e celebrare l’inizio della Quaresima. Il ricavato è totalmente devoluto in beneficenza.

Come ogni anno la tradizione inizia con la Questua, dove la mattina del giovedì grasso i Confratelli, vestiti con il tradizionale saio marrone, mantellina viola, cappuccio in testa e tamburino al seguito, girano il paese chiedendo ai gradolesi offerte di ogni tipo. Per la maggior parte si tratta di prodotti alimentari tipici della zona come prosciutti, salami, formaggi, olive e vino. Quanto raccolto verrà poi utilizzato per organizzare l’Asta del Sabato: un’altra usanza finalizzata alla raccolta dei fondi necessari per l’allestimento del Pranzo.

Il maestoso banchetto è un momento per far vivere una comunità con allegria e spensieratezza. A prendere parte non sono solo gli abitanti di Gradoli: le presenze ogni anno si aggirano tre le 1500 e le 2000, di gran lunga superiori all’intera popolazione del paese che conta appena 1300 abitanti.

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