'Un paese ci vuole', la Regione Lazio finanzia 141 progetti. Zingaretti: "Continuiamo a sostenere il territorio"
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ROMA - Con un investimento totale di oltre 5,5 milioni sull’avviso pubblico “Un Paese ci vuole 2020”, la Regione sostiene con contributi fino a 40 mila euro i progetti di recupero e rigenerazione di luoghi e spazi importanti per la vita sociale e culturale delle comunità e in particolare per i giovani.

ROMA – I Piccoli Comuni rappresentano un patrimonio inestimabile di tradizioni, storia e bellezza da tutelare e proteggere. Un impegno su cui la Regione continua a lavorare e che raggiunge un ulteriore traguardo con l’approvazione dello scorrimento di graduatoria
relativo alla seconda annualità dell’Avviso pubblico “Un Paese ci vuole 2020”.

“Per il biennio 2021/2022 abbiamo ammesso a finanziamento ben 141 nuovi progetti di valorizzazione in tutte le province della regione. I primi 63 sono stati subito finanziati con i circa 2,5 milioni di euro della dotazione iniziale. Con un ulteriore investimento di
oltre 3 milioni di euro, finanziamo i restanti 78 progetti. Un grande risultato per la nostra Regione che continua a credere in ogni comunità del territorio, nelle sue potenzialità, nella sua storia. In attesa di tornare a vivere liberamente e in sicurezza le nostre vite quotidiane, continuiamo a sostenere i Piccoli comuni del Lazio affinché siano pronti presto a ripartire insieme”, dichiara il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Con un investimento totale di oltre 5,5 milioni sull’avviso pubblico “Un Paese ci vuole 2020”, la Regione sostiene con contributi fino a 40 mila euro i progetti di recupero e rigenerazione di luoghi e spazi importanti per la vita sociale e culturale delle comunità e in particolare per i giovani. Gli interventi riguardano dunque la sistemazioni delle piazze, dei giardini e dei percorsi dei centri storici, lavori di manutenzione di edifici e ambienti per la collettività e la riqualificazione paesaggistica di parchi, sentieri e aree di pregio naturalistico.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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