Un milione di euro per fare degli Almadiani un centro di arte e cultura nel cuore della città
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VITERBO - Certo bisognerà vedere come sarà gestito il luogo una volta riqualificato e predisposto per ospitare spettacoli, convegni, mostre, incontri, concerti; ma di sicuro il fatto che da Palazzo dei Priori ci sia intenzione di spenderci soldi e di rimetterlo a frutto in maniera qualificata è buona cosa. 

VITERBO – Una città d’arte e di cultura più negli slogan politici che nella realtà. Questa la fotografia che possiamo scattare del capoluogo della Tuscia che, allo stato attuale, non ha alcuna centralità neppure rispetto alla sua provincia, figuriamoci su scale geografiche più larghe. 

La realtà è che la città d’arte e di cultura di cui tutti, da destra a sinistra, si sono riempiti la bocca negli ultimi cinquanta anni non c’è mai stata. E’ vero ci sono stati sindaci che hanno fatto delle cose in questa direzione ma non c’è mai stato un progetto strutturale. Basta guardare a come era ridotto l’Unione fino a pochissimi anni fa. 

La notizia di un milione di euro pronti a essere investiti (fondi Fesr, quindi europei mediati dalla Regione) sugli Almandiani per farne un polo artistico-culturale è un buon segnale di una diversa intenzione. Certo bisognerà vedere come sarà gestito il luogo una volta riqualificato e predisposto per ospitare spettacoli, convegni, mostre, incontri, concerti; ma di sicuro il fatto che da Palazzo dei Priori ci sia intenzione di spenderci soldi e di rimetterlo a frutto in maniera qualificata è buona cosa. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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