"Un lago (di Bolsena) da bere", sì ma non con la schiuma!
roberto
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Il lago di Bolsena rimbalza di nuovo sulle cronache per una striscia di schiuma apparsa nelle sue acque. Occorre più attenzione su questo bacino idrico.

Schiuma nel lago di Bolsena, serve più attenzione sull’importante bacino idrico. La notizia, l’ultima in ordine cronologico che ci racconta di una situazione particolare,  è stata lanciata ieri da RadioGiornale. 

 

Sul “vulcano”, così lo chiamano gli abitanti del posto, sta crescendo l’attenzione della politica. Anche perché, questa la prospettiva più recente, si sta delineando la prospettiva del lago di Bolsena come riserva idrica per risolvere in mezza Tuscia il problema arsenico nei rubinetti. 

 

Si inizia a parlare di “lago da bere”, ma i problemi non sono pochi. La qualità delle acque non è certo migliorata negli ultimi anni e non sono ancora stati messi in cantiere progetti per risolvere il quadro. Forse è il caso di accendere l’attenzione sul lago di Bolsena su tutta la Tuscia, la pulizia di quelle acque è strategica per tanti comuni. Non ultimo Viterbo, dove il sindaco Leonardo Michelini sarà presto chiamato a dare risposte strutturate al problema arsenico. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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