"Un giornalismo che a noi, ripetiamo a noi, non piace". W Viterbo
Roberto Pomi
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C'è giornalismo e giornalismo, così come c'è politica e politica. Il nostro giornalismo può non piacere a qualche politico. Di questo siamo contenti, speriamo di essere sempre più sgraditi facendo bene il nostro lavoro.
Andrea Moretti

La notizia del giorno è forse, dal punto di vista del nostro cattivo giornalismo, quella del riacutizzarsi della crisi tra Viva Viterbo e Partito Democratico. A mettere benzina su un fuoco acceso da tempo un semplice tweet, abbastanza irruento, firmato Alessandro Pepponi.

La Fune ha dato la notizia, ritenendo che di notizia si tratta, ma probabilmente doveva ritenere che un tweet del vicepresidente di Viva Viterbo molto duro su un assessore del Partito Democratico fosse un fatto privato. Una roba di poco conto o comunque scevra da ripercussioni politiche. Nell’era in cui Renzi annuncia le decisioni di governo attraverso i social network noi dovevamo, nel nostro piccolo, ignorare il tweet di Pepponi.

Soprattutto non dovevamo fare riflessioni di carattere politico sulla situazione di maggioranza. A nostro modo di vedere, non fare questo avrebbe significato non fare il nostro lavoro. Abbiamo invece deciso di fare un giornalismo che a Moretti non piace e abbiamo dato la notizia. Ma magari Moretti pensa che questa non sia una notizia. Forse ha ragione lui e ci mettiamo a disposizione qualora volesse darci lezioni private di giornalismo. Nella vita non si smette mai d’imparare.

La valutazione politica fatta su La Fune da Simone Carletti, che per Moretti è sgangherata, dimostrerà invece da sola, nelle prossime ore, che così campata in aria non è. Insomma l’evolversi degli eventi ci dirà se il nostro giornalismo va da qualche parte o è sterile. Il tempo è sempre galantuomo.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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