Un giornale per servire un territorio e immaginare il futuro. Un giornale diverso
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Torniamo diversi. Diversi dagli altri ma anche diversi da noi stessi. La Fune che vedrete camminare nei prossimi giorni, settimane, mesi non è la stessa che abbiamo lasciato con l'arrivo dell'estate. Le cose cambiano ed è importante andare avanti, rinnovando e rinnovandosi. Le notizie saranno il nostro pane quotidiano ma con la voglia di dettare noi l'agenda setting, decidere noi dove andare a guardare e dosare, secondo il nostro stile e le nostre capacità, senza inseguire. 

Diversi. Questa la parola che vogliamo mettere al centro nel giorno di ritorno de La Fune al pieno della sua funzione. Per i trascorsi tempi d’estate abbiamo deciso di pubblicare le storie che durante gli anni abbiamo raccolto per raccontarvi qualcosa di speciale del territorio in cui stiamo vivendo. 

Torniamo diversi. Diversi dagli altri ma anche diversi da noi stessi. La Fune che vedrete camminare nei prossimi giorni, settimane, mesi non è la stessa che abbiamo lasciato con l’arrivo dell’estate. Le cose cambiano ed è importante andare avanti, rinnovando e rinnovandosi. Le notizie saranno il nostro pane quotidiano ma con la voglia di dettare noi l’agenda setting, decidere noi dove andare a guardare e dosare, secondo il nostro stile e le nostre capacità, senza inseguire. 

Siamo diversi perché non pensiamo di essere il primo giornale della Tuscia per numero di lettori e non abbiamo l’intenzione di ingaggiare competizioni. Siamo lettori appassionati del giornale più grande del territorio: Tusciaweb; e siamo contenti della sua esistenza. Perché è un quotidiano che porta avanti un lavoro difficile e complicato, fatto di tempi che richiedono un numero di uomini e mezzi che non possediamo. Riconosciamo l’intelligenza e la capacità del suo direttore, Carlo Galeotti, di organizzare una macchina così complessa e ci auguriamo che il faro del giornalismo che ha acceso sul territorio duri per lunghissimi anni. 

Dal canto nostro ci basta coltivare l’ambizione di poter essere il giornale che sempre più persone desidereranno aprire e leggere subito dopo aver letto Tusciaweb. Questo il nostro traguardo, il punto dove fissiamo l’asticella. Per farlo dovremmo essere in grado di immaginare e sostenere un cammino diverso. Diverso da tutto il resto. Dovremmo riuscire ad aprire il dibattito, ad esprimere e tirare fuori opinioni convincenti, autorevoli o almeno capaci di generare un confronto. Ci immaginiamo come ostetriche che puntano a far nascere nuovi mondi e ci impegneremo davvero per esserlo. Consapevoli che un cammino è la miscela di successi e fallimenti.

La nostra diversità sarà anche nel tipo di figure che andremo a coinvolgere nel lavoro quotidiano da portare avanti. Non solo giornalisti ma anche esperti di web, videoreporter, grafici, liberi professionisti in vari settori: dall’arte alla psicologia, passando per la filosofia e lo sport. Contiamo di essere un luogo delle idee. Senza rancori, senza ideologie, senza nemici. Puntiamo a rappresentare un mondo, un gruppo, un popolo in cammino all’interno di un’area geografica ben definita e che ci interessa profondamente. 

Per riuscire nell’impresa servirà sostegno, vicinanza, scambio, contaminazione. Ringraziamo profondamente tutti i sostenitori de La Fune. Li ringraziamo per la fiducia che ripongono nelle nostre persone e ci auguriamo in numero sempre maggiore arriveranno a riporre. Grazie per stare con noi, per rendere possibile questo. L’augurio che facciamo a noi stessi è quello di saper leggere i tempi che corrono, saperli interpretare al di fuori dei pregiudizi ideologici e gli steccati di ogni tipo. 

Nei prossimi mesi lavoreremo per diventare centrali su alcuni temi, scopriremo insieme – passo dopo passo – il come. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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