Un giallo della bellezza: la storia della pala di Girolamo di Benvenuto tra malaffare, falsari e linguaggi in codice
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C’è un’Italia minore che non è mai minore, ma semplicemente negletta da chi guarda il mondo con il binocolo rovesciato delle grandi metropoli. Un’Italia fatta di archivi polverosi, di pale smembrate, di passaggi di mano che sembrano usciti da un romanzo d’appendice tra falsari gentiluomini, mercanti d’arte senza scrupoli e dogane distratte.

ACQUAPENDENTE – Sabato 19 settembre 2026, alle ore 17.00, nel cuore di quella magnifica wunderkammer che è il Museo della Città, Civico e Diocesano di Acquapendente – ospitato nel severo e accogliente Palazzo Vescovile – il direttore Andrea Alessi alzerà il velo su una storia mirabolante. Al centro del racconto c’è un capolavoro: il Cristo in Pietà tra gli Angeli dipinto intorno al 1505 da Girolamo di Benvenuto del Guasta.

Ma attenzione a non fermarsi alla superficie della pinacoteca. Perché la storia di quest’opera è un giallo della bellezza.

Il polittico sventrato e il viaggio oltre oceano

Immaginatevi la chiesa di Sant’Agostino ad Acquapendente nei primi anni del Cinquecento. Sull’altare maggiore troneggiava un polittico monumentale, un’armonia di legni dorati, sguardi assorti e teologia visiva. Poi, come spesso accade nella nostra sciagurata e distratta storia nazionale, la macchina celeste è stata smembrata, segata, venduta, dispersa ai quattro venti.

La grande tavola inferiore, con la Madonna in trono con il Bambino tra Santa Monica, San Giovanni Evangelista, Sant’Agostino e San Nicola da Tolentino, ha fatto le valigie per un lunghissimo viaggio. È finita negli Stati Uniti, gelosamente custodita negli Harvard Art Museums – Fogg Museum a Cambridge, Massachusetts. La lunetta superiore con il Cristo in Pietà, invece, è rimasta ad Aquapendente, trovando finalmente rifugio nel museo civico nel 2005. Due pezzi di uno stesso cuore, separati da un oceano.

Carte, archivi e malaffari della bellezza

La ricerca di Andrea Alessi — condotta frugando tra le carte dell’Archivio Diocesano di Acquapendente, l’Archivio di Stato di Roma, l’archivio degli Agostiniani di Viterbo e il Fondo Edifici per il Culto — non è un noioso esercizio da topi di biblioteca. È un’indagine poliziesca. È la ricostruzione di un mercato nero della memoria, di passaggi di proprietà opachi, di botteghe che si passavano il testimone e di quella incredibile e rocambolesca transumanza dei beni culturali che ha fatto la fortuna dei musei d’oltreoceano e il vuoto delle nostre province.

E fu proprio il grande Federico Zeri, nel 1951 — con quell’occhio clinico e sprezzante che riconosceva il battito di un autore sotto le stratificazioni dei secoli —, a restituire la tavola a Girolamo di Benvenuto, strappandola all’equivoco che la voleva opera del padre Benvenuto di Giovanni.

L’appuntamento con la meraviglia

Ecco perché l’appuntamento del 19 settembre non è una semplice conferenza locale per pochi addetti ai lavori. È un atto di restituzione identitaria. È il tentativo ammirevole e testardo di ricomporre con la forza dei documenti ciò che la rapacità del tempo e degli uomini ha spezzato.

Venite ad Acquapendente. Lasciatevi sedurre da questo viaggio tra i codici nascosti della pittura rinascimentale e le trame oscure del collezionismo internazionale. Perché in fondo, come ci ha insegnato la grande storia dell’arte, un popolo che perde la memoria dei propri pezzi dispersi è come un uomo che dimentica la strada di casa. E la strada di casa, almeno per un pomeriggio, passa per Via Roma 85. Ingresso gratuito, beninteso: perché la bellezza, quando è vera, non ha prezzo.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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