
Il bilancio di previsione 2014 è al centro della discussione politica a Viterbo. La maggioranza ha sviluppato un suo piano su come reperire e allocare le risorse, la minoranza lo critica chiedendo meno tasse e più tagli. Tagli soprattutto alle spese inutili. Ha fatto scalpore la notizia, trapelata in queste ore attraverso la conferenza stampa di una parte dell’opposizione (FI, FdI e Fondazione) di 30mila euro in bilancio per gestire la pagina facebook del sindaco, alcuni dicono del Comune, altri parlano di ulteriori 20mila euro per rifare il sito del Comune che sarebbero stati messi a bilancio.
“Folklore” su cui stampa e social si stanno sbizzarrendo in queste ore. “Folklore” che ci porta a un ragionamento generale (che soltanto i più maliziosi vorranno intendere interessare il Comune di Viterbo, cosa che noi vogliamo rifiutarci di credere sia possibile) sotto al quale però c’è un vero e proprio iceberg. La parola che andrebbe tirata fuori è “clientelismo”. Gli stessi oppositori, alle loro conferenze stampa, l’hanno messa in ballo. A dire la verità un po’ mordendosi la lingua, almeno così ci è sembrato. Questo perché clientelismo e politica vanno spesso a braccetto e chi fa politica può essere tentato di fare clientelismo “foraggiando” un po’ di colletti bianchi. E’ così che partono i caroselli di consulenze, gli studi legali, etc. etc. E’ una storia tutta italiana (con ogni probabilità non solo italiana) e che tutti conoscono.
Sarebbe non male sviluppare un’inchiesta volta a mappare tutte le spese per consulenze varie che Palazzo dei Priori, così come Palazzo Gentili, hanno affidato negli anni, attraversando quindi le amministrazioni di centrodestra e quelle di centrosinistra. Ora però tutto questo servirebbe un po’ a poco, se non a mettere in giro ancora più merda di quanta ce n’è.
Quello che servirebbe è un po’ più di buon senso. La politica non può essere quella del favore a chi magari già sta bene per permettergli un’automobile più grande e vacanze alle Maldive. La politica, quando amministra i soldi pubblici dovrebbe pensare a spenderli in maniera funzionale. Può esserci anche una dose di assistenzialismo, ma dovrebbe essere mirata.
Per esempio, che politica è una politica che assume dentro le società partecipate intere famiglie? Che politica è quella che piazza dentro gli uffici di un Comune i figli di chi già è dipendente? Si tratta di gente assunta per merito? No, tutta roba di conoscenze e clientele. Con queste clientele bisognerebbe andarci più piano, utilizzare più buonsenso e aiutare situazioni di disagio.
Invece questa politica sembra dimenticare sempre chi è in difficoltà. E chi è in difficoltà si sente sempre dire da questa politica le solite frasi: “Non ci sono i soldi”; “Che ti faccio fare?”; “Non possiamo assumere più nessuno”. E mentre fa questo con chi magari avrebbe bisogno può capitare che se la spassa a “buttare” dentro e dare risposte sempre agli stessi, a chi magari ha conti corrente gonfi, etc.
Per tornare al discorso dei 30mila euro per facebook o ufficio stampa del Comune che sia, potrebbe anche essere utile per l’amministrazione fare questo tipo d’investimento. Effettivamente il sito del Comune di Viterbo è pessimo e le forze che oggi sono allocate in questo settore sono piuttosto esigue. Il problema potrebbe nascere quando si cerca di dare risposta alla domanda: a chi dare questa possibilità di lavoro? Magari al vecchio amico giornalista in pensione? Magari a qualcuno che già ha una lunga carriera di “lavoro” pubblico? Magari a chi ha in tasca qualche tessera di partito?
Magari si potrebbe dividere quella cifra per “dare una mano” in cambio di lavoro a più persone. Magari un giorno la politica guarirà dalla logica “comando io” è “tutto mio”, imparerà a rispettare la gente e a prendere meno per i fondelli i cittadini.


















