Un anfiteatro romano sepolto anche a nord di Ferento?
Ferento
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STORIE - Tra le diverse cose segnalate dai lettori una ci è sembrata particolarmente interessante: l'esistenza, o presunta tale, di un anfiteatro interamente sepolto a poche centinaia di metri dal teatro di Ferento riportato alla luce dal re di Svezia.

C’è un anfiteatro romano sepolto anche a nord della zona archeologica di Ferento

Tra le diverse cose segnalate dai lettori una ci è sembrata particolarmente interessante: l’esistenza, o presunta tale, di un anfiteatro interamente sepolto a poche centinaia di metri dal teatro di Ferento riportato alla luce dal re di Svezia.

Effettivamente siamo andati a controllare con Google Earth e la forma è visibile dal satellite. Ma c’è di più. Il segnalatore parla anche dell’esistenza di antiche stampe medioevali che lo raffigurerebbero. Con la storia di questa domenica volevamo accendere l’attenzione sull’importanza archeologica di Poggio Giudio e sull’opportunità di una riqualificazione e studio dettagliato dell’area, al fine di realizzare un parco archeologico a pochi metri dal centro storico.

Potrebbe essere questa un’ulteriore attrazione turistica per Viterbo, un po’ sul modello di Volterra. Alla fine però siamo arrivati a intercettare un’altra storia interessante. Quella di un secondo anfiteatro sepolto in un’altra area archeologica tanto importante quanto abbandonata. Alla faccia dell’arte e della cultura.

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Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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